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domenica 3 marzo 2013

THYSSENKRUPP: NESSUNA GIUSTIZIA NESSUNA PACE

RICEVIAMO E INOLTRIAMO, PER DIFFUSIONE, PUBBLICAZIONE E DIVULGAZIONE, GRAZIE
AI FAMILIARI DELLE VITTIME, AI LAVORATORI EX THYSSENKURPP, ALL'ASSOCIAZIONE LEGAMI D'ACCIAIO LA
NOSTRA UMANA E MILITANTE VICINANZA E SOLIDARIETA', COME A TUTTE LE VITTIME SUL LAVORO E DA LAVORO,
CHE CI SPINGONO E CI DANNO MOTIVAZIONE PER PROSEGUIRE LE NOSTRE INIZIATIVE.
COMITATO 5 APRILE DI ROMA SNODO LOCALE DELLA RETE NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E SUI TERRITORI.
ORA E SEMPRE RESISTENZA. Segue comunicato.  

PROCESSO D'APPELLO THYSSENKRUPP
nessuna giustizia, nessuna pace
Dopo 5 anni dalla strage l'ennesima doccia fredda per i familiari delle vittime e gli ex lavoratori nel processo ThyssenKrupp: derubricato il reato più grave (per l'ad H. Espenhahn l'omicidio volontario diventa colposo), ridotte significativamente le pene per tutti gli altri imputati e concesso anche il dissequestro della Linea 5. Giustamente i familiari hanno occupato l'aula per ore e non sono mancati attacchi al ViceSindaco T. Dealessandri, contestato per il ruolo avuto dal Comune nella vicenda: ritiro dal processo d'Appello (in cambio di un lauto risarcimento) e soprattutto la ricollocazione di decine di ex lavoratori TK nelle municipalizzate del Comune che però, in cambio di un posto di lavoro, sono stati costretti a rinunciare alla costituzione di Parte Civile alimentando così la divisione tra i lavoratori. Una sentenza della giustizia padronale per salvare gli unici responsabili di quelle morti atroci, in una giornata funestata dall'ennesimo lavoratore morto nello stabilimento ILVA di Taranto.
Rinnoviamo ancora una volta la nostra solidarietà e vicinanza ai familiari dei nostri 7 compagni di lavoro e alle famiglie di tutti i morti sul lavoro in questo Paese.
Questa sentenza infanga la loro memoria, quella dei loro familiari, la dignità stessa del lavoro e li uccide nuovamente, aprendo pericolosamente la strada dell'impunità per i loro assassini. Anche il responsabile della sicurezza C. Cafueri, che non dimentichiamo ha indotto (e per questo è indagato in un processo a parte) alla falsa testimonianza numerosi testimoni della difesa, ha visto ridotta la sua pena dopo aver piagnucolato ignobilmente dinnanzi alla Corte. Ci chiediamo con quali considerazioni gli siano state riconosciute le attenuanti!? Probabilmente per i servigi ben svolti per il suo padrone...
Come era prevedibile le richieste di pena “esemplari”, il processo “storico”, “una nuova pagina della giurisprudenza del lavoro”, sono serviti solo a contenere in parte la rabbia e lo sdegno dei familiari, degli operai e della società civile. Questa vicenda ci insegna che la giustizia italiana adotta due pesi e due misure e che la vita dei lavoratori vale meno di zero. Per questo non bisogna accordare nessuna fiducia alla legalità borghese!
Le “condanne” inflitte in primo grado sono arrivate non per la lungimiranza della giustizia ma per la puntuale e sollecita mobilitazione popolare che ha spinto in tal senso il pronunciamento della Corte. Per gli operai é difficile oggi organizzarsi e rispondere in maniera adeguata agli attacchi dei padroni e dei loro lacchè. Vengono infatti promosse a piene mani rassegnazione e sfiducia nei propri mezzi e nelle proprie risorse.
Oggi più che mai, all'indomani di questa vergognosa sentenza, sentiamo la responsabilità di chi ha affrontato una vera e propria “guerra” contro l'ingiustizia e forse non ha combattuto con tutte le armi a propria disposizione. Ma sappiamo di possederne una formidabile: la solidarietà.
Questa vicenda ci insegna che dobbiamo organizzarci meglio e con maggiore determinazione, senza abbassare mai la guardia. Continuare oggi a combattere per i nostri 7 compagni di lavoro della TK, per i morti all'ILVA, per i morti da amianto all'Eternit, per avere giustizia e sapere la verità per la strage di Viareggio e per tutti i morti nei cantieri, sulle strade e nelle fabbriche nel Nord e nel Sud d'Italia significa pretendere che venga riconosciuta la dignità del lavoro (sancita dalla Costituzione) per noi stessi e per le generazioni future, per i nostri figli.
Non ci siamo costituiti nel processo per un tornaconto personale ma per pretendere verità e giustizia in una delle peggiori vicende riguardanti i morti sul lavoro nel nostro Paese degli ultimi trent'anni.
Il Comune ha perpetrato nei confronti di alcuni lavoratori costituiti Parte Civile un atteggiamento vergognoso e discriminatorio, promettendo una ricollocazione mai avvenuta. Fassino ha promesso di sanare questa ingiustizia incontrando gli ultimi lavoratori in mobilità il 30 giugno 2011 e garantendo il proprio impegno nella ricollocazione. Ovviamente solo promesse, come quella ai tempi della campagna elettorale della Gran Torino Capitale del Lavoro...
Vigileremo su cosa verrà fatto dei soldi ottenuti come risarcimento dagli Enti locali, sulle modalità di riqualificazione delle ex aree Thyssen e su chi graveranno gli oneri della bonifica: alla TK o ai cittadini torinesi? Conoscendo Fassino e la sua politica prepariamoci! Non dobbiamo aprire noi lavoratori di nuovo le tasche come abbiamo già fatto con il suo degno predecessore Chiamparino in occasione delle Olimpiadi 2006 e per l'ostensione della sindone (per i quali il Comune di Torino è il più indebitato d'Italia e oggi si tagliano e privatizzano i servizi), o per le spese di militarizzazione della Val Susa per la costruzione della Tav.
La nostra non è solo una lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro, per un lavoro sicuro e dignitoso. E' la lotta per affermare il nuovo che avanza, la costruzione di una nuova società.
Il nuovo assetto politico in Piemonte e in tutto il Paese vede un notevole avanzamento di consensi del M5S. I denigratori lo definiscono un non-voto, un voto antipolitico.
Noi guardiamo il risultato di queste elezioni come un segnale del cambiamento sentito e voluto da una buona parte degli italiani: rompere quel meccanismo di concertazione tipico di una classe politica vecchia e corrotta che ha fatto di inciuci, corruzione, clientelismo e promesse mai mantenute il solo e unico modo di intendere la politica. Il M5S, pur con le proprie contraddizioni, ha la possibilità di cambiare da “dentro”, ma anche fuori dai palazzi del potere, nelle piazze, questo sistema ormai in sfacelo che ci ha condotti sin qui, nella peggiore crisi economica, sociale e culturale dal Dopoguerra ad oggi. Ma soprattutto ha l'occasione di mettere al centro della propria agenda politica l'unica misura necessaria per ricostruire il Paese: il lavoro, utile e dignitoso per tutti.
Non saranno certo i Bersani, i Fassino, i Monti, la BCE o la Goldman Sachs a risolvere questa crisi! Dicono di volerlo fare ma non sanno come e nemmeno vogliono. Solo noi cittadini e lavoratori possiamo e dobbiamo essere protagonisti del cambiamento già in atto, che trasformerà questa società gestita da pochi a scapito di molti in una società nuova in cui sia riconosciuta la dignità del lavoro ed ognuno lavori secondo le proprie possibilità ed abbia secondo le proprie necessità. Una società che stiamo già costruendo sulle macerie di questo sistema economico, basato sul profitto e sullo sfruttamento, ormai in declino.

"...il capitale non ha riguardo per la salute

e per la durata della vita dell'operaio,

quando non sia costretto a tali riguardi dalla società"

(Karl Marx)

Torino, 1 marzo 2013                                                                                 Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino

un'altra morte all'Iva!

Questa mattina alle 4.40  Ciro Moccia di 42 anni  operaio Ilva manutentore è
morto alla batteria 9 della cokeria una di quelle in corso di verifica per
messa a norma e un altro operaio di 46 anni Antonio Liddi di una ditta dell'appalto
Emmerre è gravemente ferito. In questa fabbrica la morte non si ferma mai,
3 operai morti nel breve arco di pochi mesi, sospese tutte le attività nello stabilimento
Le componenti della RETE NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO E SUI TERRITORI, si unisce al dolore
della famiglia e dei compagni di lavoro e invita tutte le organizzazioni sindacali allo sciopero immediato di 24 ore, già in atto da
slai cobas per il sindacato di classe taranto e da Usb.
APPELLO PER MANIFESTAZIONE NAZIONALE A TARANTO IL 22 MARZO
 22 MARZO 2013 manifestazione nazionale a taranto

Dall'ILVA e al quartiere Tamburi di taranto ore 13.30 direzione ilva

la rete nazionale per la sicurezza e salute in fabbrica e sul territorio
come già annunciato nell'assemblea nazionale del 7 dicembre a Taranto e
trovato conferma negli incontri e assemblee che si sono tenuti e si vanno
tenendo in vaier parti in Italia promuove una iniziativa nazionale all'ilva di taranto e al quartiere tamburi per venerdì 22 marzo
per la difesa del lavoro e della salute in fabbrica e il territorio a
all'ilva come in tutte le fabbriche e i siti inquinanti, a Taranto come in
tutte le città in lotta contro la devastazione ambientale e territoriale,
contro padron riva, il governo dei padroni e lo stato dei padroni
non si tratta di un corteo di sabato, non ci interessa un corteo nel centro
della città (come già fatto ad aprile del 2008 dalla stessa Rete nazionale), ma quello che la RETE organizza in un giorno normale in cui gli operai sono
in fabbrica e saranno chiamati ad aaderire in massa all'iniziativa è un
'assedio politico-sociale' alla direzione ilva e incontro di massa con gli
operai Ilva che comincerà alle 13.30 dalla Direzione ilva e toccherà le
portinerie A e D e  alle 16.30-17 l'iniziativa si trasferirà -. anche qui in un pomeriggio-sera
normale - ai tamburi nella zona più inquinata della città al Cimitero di san
brunone, nel cui piazzale si terrà un saluto agli operai e i cittadini morti sul lavoro da lavoro e inquinamento e un incontro con i lavoratori
cimiteriali in lotta per poi trasferirsi in una grande assemblea sempre ai
tamburi dove potranno intervenire tutte le realtà partecipanti, operai,
famigliari, organismi precari e disoccupati avvocati, ispettori, medici, rls
impegnati su questo fronte dalla Thissen Eternit, a paderno Dugnano, da
Marghera a Ravenna, da Napoli a Palermo, da Roma a Genova, a Milano come in Friuli. 
Alla manifestazione sono invitate delegazioni di tutte le città, di
fabbriche e territori, senza discriminazione alcuna e con le loro bandiere e parole d'ordine, sia politiche che sindacali e sociali.
Tutti-e gli interessati-e, avranno la possibilità di intervenire e potranno portare le loro proposte agli operai ilva e agli
incontri con i proletari del quartiere.
Chiamiamo tutti ad aderire in mille forme alla iniziativa promossa e
organizzata dalla Rete - di tutte le adesioni sarà data comunicazione e
inserite nella lista- sin da ora, fino al giorno della manifestazione tutti possono richiederci volantini e locandinedella rete per circolazione,diffusione, affissioni, possono chiederci dossier e documenti su ilva e taranto e sulle altre
realtà della Rete tutti possono realizzare loro volantini e locandine di adesione e sostegno all'iniziativa
info
bastamortesullavoro@gmail.com
mailinglist bastamortesullavoro@domeus.it
blog http://bastamortesullavoro.blogspot.com

tel. 347-1102638 (riferimento per rete Taranto)
non siamo su facebook e twitter, anche se invitiamo tutti a pubblicizzare l'iniziativa
26 febbraio 2013

Regione: lettera sindacale congiunta USI e CUB

UNIONE SINDACALE ITALIANA USI fondata nel 1912
Segreteria prov. intercategoriale della fed. di Roma e Rsa USI Ait Soc Coop Sociale Pegaso
LARGO VERATTI 25 00146 Roma Fax 06/77201444 Tel. 06/70451981 e mail: usiait1@virgilio.it
                                             CUB Confederazione Unitaria di Base - Via Cavour 101 Roma Tel. 06 48029250 fax 06 4828857
 e mail cubregionalazio@gmail.com
Roma 25 FEBBRAIO 2013
Al Segretario Generale p.t. IPAB ISMA – Istituti di S. Maria in Aquiro Avv. Maria Capozza
Fax sede operativa 06 6789497 e Ufficio Relazioni sindacali fax 06 6789497
Al Presidente p.t. Soc. Coop Sociale Pegaso Dott. Rossi fax  06 4461141
p.c. Segreteria Assessorato alle Pol. Sociali (Dott. SOLFANELLI) 06 70454112 06 77207587
p.c. Al Direttore del Dipartimento XIV (ex V) Dott. SCOZZAFAVA fax 06 67105285 – 77254798
OGGETTO: Segnalazione su APPLICAZIONE DISPOSIZIONI CCNL (Coop Sociali art. 37) IN CASO DI CAMBI DI GESTIONE E CAMBI DI APPALTO, con Ente affidatario IPAB ISMA, Ente Committente Comune di Roma Capitale, enti gestori-affidatari, con rispetto regole per continuità condizioni di lavoro (salariali, contratti e monte ore, rispetto costo del lavoro) e continuità del servizio (con utilizzo personale utilizzato da società uscenti in quelle subentranti, senza disparità di trattamento o decurtazioni di orario e di salario).
CASO DEL CENTRO DIURNO ALZHEIMER DI VIA ISOLA MADRE 15 (IV MUNICIPIO), CON RICHIESTA PARTECIPAZIONE A NUOVA CONVOCAZIONE PRESSO DTL DI ROMA PER IL 28 FEBBRAIO 2013, ORE 10 PALAZZINA D piano terra Stanza 4 Via M. Brighenti 23, per cambio di gestione-appalto e rispetto regole e procedure contrattuali (anche per appalti affidamenti e convenzioni su servizi comunali, ai sensi D.C.C. 135/2000 e 259/2005).
La scrivente   Unione Sindacale Italiana USI (legalmente costituita e presente con propria Rsa  interna Valerio Pedreschi presso la struttura del Centro Diurno Alzheimer di Via Isola Madre 15, già affidato a Soc. coop. soc. PEGASO e già firmataria di accordo ex art. 37 e congiuntamente alla Cub Confederazione Unitaria di Base (referenti territoriali Domi Sonnante e Robinson Massaccesi), segnalano quanto indicato nell’oggetto della presente nota, sia in generale per il rispetto nei cambi di gestione –appalto e affidamenti con Ente affidatario IPAB ISMA, di quanto è previsto dal CCNL (art. 37) e del rispetto su idonee e sufficienti condizioni lavorative, salariali, di monte ore e regime contrattuale, sia per la continuità del servizio e del personale utilizzato, per evitare disagi all’utenza e a chi ci lavora per garantire servizi e continuità del servizio, evitando decurtazioni orarie e salariali.
SI SEGNALA COME CASO QUELLO DEL CENTRO DIURNO ALZHEIMER DI VIA ISOLA MADRE 15, sul territorio del IV Municipio, che ha affidamento in scadenza a fine mese e NUOVA CONVOCAZIONE PRESSO DTL DI ROMA PER IL 28 FEBBRAIO 2013, ORE 10 PALAZZINA D piano terra Stanza 4 Via M. Brighenti 23 (con nota a firme del Direttore della DTL Dott. Marco Esposito), CONVOCAZION E IN MERITO ALLA QUALE SI RICHIEDE ESPRESSAMENTE LA PRESENZA SIA DELLA SOC. USCENTE SIA DELL’ENTE AFFIDATARIO IPAB ISMA e se opportuno, dello stesso Ente Committente Comune di Roma Capitale, proprio per rispettare regole e procedure ed evitare che in casi precedenti, che si auspica restino l’eccezione, in caso di subentri il personale si trovi in condizioni di riduzione del monte ore e del salario, con peggioramento delle condizioni di servizio da garantire all’utenza.
Si resta in attesa di riscontro e attenzione da parte dei soggetti Committenti del Comune di Roma Capitale, nonché una maggiore attenzione da parte dei soggetti affidatari pubblici (IPAB ISMA) nel caso di specie.
Per contatti per le vie brevi è possibile contattare il numero cell. 339 5001537 (Prof. Giuseppe Martelli segretario intercategoriale USI) e Domi Sonnante per la Cub (cell. 349 4951243).
Si ringrazia per l’attenzione e in attesa di riposta sulla procedura attivata, si porgono distinti saluti.
Per la UNIONE SINDACALE ITALIANA e la Rsa interna  - Prof. Giuseppe Martelli
Per la CUB – Domi Sonnante

COMITATO OPERAIO AUTORGANIZZATO/USI

COSTITUITO SU INIZIATIVA AUTORGANIZZATA, IL COMITATO OPERAIO E DI LAVORATORI CASSAINTEGRATI ALLA SOCIETA' KIOSEY DI POMEZIA (RM), SETTORE GRAFICI INDUSTRIALI, CHE HA DECISO DI ADERIRE ALLA STORICA CONFEDERAZIONE UNIONE SINDACALE ITALIANA.

La Kiosey, società grafica industriale, ha avuto tra i suoi committenti anche il Comune di Roma Capitale - Affissioni e Pubblicità e attualmente ha deciso di mettere gli operai rimasti in organico, una trentina in Cassa Integrazione Guadagni ordinaria, con un accordo poi firmato dalla Cgil che, anche per i consigli dati agli operai dall'Unione Sindacale Italiana tramite i suoi punti infolavoro e diritti sul territorio romano, è stato più volte corretto per "errori", mancanza di criteri di legge, sviste varie...Da qui la scelta degli operai e dei cassaintegrati, di fare un passaggio di
autorganizzazione, costituendo un COMITATO OPERAIO E DI LAVORATORI CASSAINTEGRATI ADERENTE ALL'UNIONE SINDACALE ITALIANA.
Nei mesi precedenti, alcuni degli operai si erano rivolti allo sportello-punto infolavoro e diritti di Piazza Gaetano Mosca 50, in XV Municipio, per avere assistenza sul mancato pagamento di alcune mensilità di stipendi arretrati e di quote di Tfr maturate e accantonate, che con intervento prima del sindacato intercategoriale USI e poi con azioni tramite avvocati di fiducia, con decreti ingiuntivi per ottenere il materiale pagamento delle retribuzioni arretrate, interventi che hanno avuto esito positivo. Poi una volta effettuato il passaggio autorizzato all'INPS di Pomezia della CIG ordinaria, con contestazione alla scelta della Cgil di non dare informazioni nè il testo dell'accordo sottoscritto agli operai, la scelta di fare una struttura autorganizzata che ha chiesto di aderire all'Usi, in virtù degli interventi efficaci (e senza chiedere le classiche... contropartite dei sindacati in questi casi),  ottenuti nei mesi precedenti a favore di alcuni di loro, con federazione anche all'Associazione USICONS, allo scopo di intervenire a tutto campo sulle varie implicazioni e aspetti della CIG ordinaria, le eventuali proroghe o i passaggi ulteriori di ammortizzatori sociali, per evitare che si facciano con la compiacenza di qualche sindacalista locale o con una insufficiente attività di vigilanza, delle porcate ai danni degli operai.
La società Kiosey, a Pomezia, rischia di chiudere prima o poi i battenti, ma gli operai del comitato non sono intenzionati a farsi "liquidare" senza aver verificato la regolarità dei percorsi messi in piedi e senza ottenere tutto quello che a loro spetta, anche per la non più giovane età di molti di loro.

L'AUTORGANIZZAZIONE E' UNA PRATICA, L'UNIONE SINDACALE ITALIANA PROVA A FARLA PRATICARE ANCHE IN QUESTE SITUAZIONI DI AZIENDE UNA VOLTA COMPETITIVE E PRODUTTIVE E CHE ORA, ANCHE PER EFFETTO DELLA CRISI, RISCHIANO DI SPARIRE...sulla pelle di chi ci ha lavorato.

Segreteria Provinciale Intercategoriale USI - e mail usiait1@virgilio.it, sito nazionale www.usiait.it, blog www.unionesindacaleitaliana.blogspot.com
archivio storico www.usistoriaememoria.blogspot.com, giornale LOTTA DI CLASSE www.lottadiclasse.info

martedì 12 febbraio 2013

19/2: Assemblea sindacale alla Coop Ermes

UNIONE SINDACALE ITALIANA – fondata nel 1912 fedele ai principi dell’Ait

Confederazione di sindacati nazionali e di federazioni locali intercategoriali

Segreteria provinciale e RSA-Rls USI c/o Soc. Coop. Sociale “Ermes”

ROMA LARGO VERATTI 25 00146 TEL. 06/70451981 FAX 06/77201444

e mail usiait1@virgilio.it, sito nazionale www.usiait.it




Comunicato sindacale/per avviso ai lavoratori-trici e affissione (art. 25 L. 300/70)

Roma, 11 FEBBRAIO 2013

Alla c.a. della Soc. Coop. Sociale “Ermes”

c.a. Responsabile Ufficio del Personale/Risorse Umane fax 06 - 7611748

Per i lavoratori e lavoratrici soc. coop. sociale "Ermes" c.a. di………………………………………………………

Oggetto: COMUNICAZIONE DI INDIZIONE DI ASSEMBLEA SINDACALE AI SENSI ART. 20 L. 300/70 PER IL GIORNO 19 FEBBRAIO 2013 DALLE 17.30 (DICIASSETTE E TRENTA) ALLE 19.30 (DICIANNOVE E TRENTA), PER TUTTO IL PERSONALE IMPIEGATO NELLA SOC. COOP. SOCIALE "ERMES". LUOGO DI SVOLGIMENTO PRESSO SEDE COOP ERMES IN VIA STATILIO OTTATO 33, CON RICHIESTA UTILIZZO LOCALI EX ART. 27 LEGGE 300/70.

La Unione Sindacale Italiana USI e la Rsa interna, ai sensi degli articoli 20 e 27 della Legge 300/70, comunicano che il GIORNO 19 FEBBRAIO 2013 DALLE ORE 17.30 ALLE ORE 19.30, con luogo di svolgimento presso sede coop ERMES in via Statilio Ottato 33, con contestuale richiesta ex art. 27 L. 300/70, SI SVOLGERA’ UNA ASSEMBLEA SINDACALE RETRIBUITA PER TUTTO IL PERSONALE IMPIEGATO NELLA SOC. COOP. SOCIALE "ERMES” nei vari affidamenti e servizi e in servizio nelle varie sedi decentrate, iscritti e non iscritti al sindacato.

La comunicazione di assemblea e il luogo di svolgimento sono effettuate con la presente ai sensi degli artt. 20 e 27 L. 300/70. Ordine del giorno dell’assemblea:

1 AGGIORNAMENTO SITUAZIONE INTERNA AZIENDALE E QUESTIONI SU AFFIDAMENTI, SERVIZI, APPALTI IN PROROGA.

2 INFORMAZIONI GENERALI SULLE QUESTIONI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO, COLLEGAMENTI INTERNAZIONALI, MODIFICHE DIRITTO DEL LAVORO

3 VARIE ED EVENTUALI

Si assicura l’ordinato svolgimento dell’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici e l'esercizio del diritto di assemblea. All’assemblea parteciperanno i dirigenti sindacali USI (Roberto Martelli, Giuseppe Martelli, Gianmaria Venturi).

SI INVITA L’UFFICIO DEL PERSONALE E I RESPONSABILI DELLA COOP. SOCIALE A FAR AFFIGGERE COPIA DELLA PRESENTE NOTA NELLA BACHECA PER LE COMUNICAZIONI E AD AVVISARE I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELL’ASSEMBLEA SINDACALE. GRAZIE. Si ringrazia per l’attenzione e si inviano i ns. distinti saluti.

Per la segr. USI AIT e d’ordine della RSA-Rls USI

c/o Soc. Coop. Sociale “ERMES” e la segretaria prov. Giuseppe Martelli

sabato 9 febbraio 2013

Rete Nazionale Salute e Sicurezza sui Posti di Lavoro: ILVA

Comunicazione della rete nazionale salute e sicurezza sui posti di lavoro e sui territori

 La Rete naz. per la sicurezza a Napoli e a Roma
La questione Ilva a livello nazionale sta diventando il centro del dibattito dell'intero movimento interessato alla questione di salute e sicurezza in fabbrica e sul territorio, sotto diversi aspetti, politici, sindacali, culturali, tecnoscentifici.

comunicato della rete nazionale - sede di taranto

La Rete nazionale sicurezza e salute sui posti di lavoro e sui territori con l'assemblea nazionale del 7 dicembre 2012 a Taranto ha lanciato su questo un approfondimento, un dibattito e una mobilitazione nazionale.
Il primo strumento di questa mobilitazione sono gli Atti dell'assemblea
messi a disposizione di operai, cittadini, realtà organizzate, a Taranto e a livello nazionale.
L'assemblea nazionale del 7 dicembre aveva lanciato la proposta di costruire incontri e assemblee che portassero ad una manifestazione nazionale per i prossimi mesi.
Operai e masse popolari di Taranto, qualunque sia la loro appartenenza, devono comprendere che hanno bisogno oltre che della propria forza di un ampio sostegno nazionale che isoli padroni, governo, Stato e sindacati confederali, partiti parlamentari, Istituzioni, e che permetta di vincere
questa battaglia. L'Ilva non è solo Taranto ma il paradigma di tutte le battaglie che a livello nazionale si stanno facendo per la difesa della salute e del lavoro in fabbrica e sul territorio.
La Rete, ha tenuto nella giornata del 25 gennaio 2013 due importanti incontri/assemblea, a cui ha partecipato anche uno degli operai responsabili dello Slai cobas per il sindacato di classe Ilva, Andrea Bianco.
A NAPOLI si sono incontrati studenti e appartenenti ai collettivi delle Università il Collettivo Clash CityWorkers, il Laboratorio politico Iskra attivo a Bagnoli. L'incontro ha prodotto la decisioni da parte delle realtà presenti di promuovere un'assemblea sull'Ilva di Taranto per la seconda metà di
febbraio, con la presenza di una delegazione rappresentativa di operai, precari, disoccupati, cittadini dei Tamburi di Taranto.
Nel pomeriggio a ROMA si è tenuta un'importante assemblea convocata dalla Rete nazionale, rappresentata a Roma dall'Usi e dal "comitato 5 aprile" su "Ilva e produzioni nocive".
Un'assemblea molto interessante, con la presenza di attivisti di diverse organizzazioni sindacali di base impegnate sul tema, di militanti politici e che ha potuto contare sugli interventi molto qualificati della Dr.ssa Bioingegnere Antonietta Gatti, esperta di nanotecnologie e studiosa degli
effetti dannosi per la salute e sicurezza delle "polveri ultra sottili" e di Francesco Aucone, geologo.
L'assemblea, in cui tutti i rappresentanti di Taranto presenti sono intervenuti, ha trovato interesse, partecipazione e impegno di tutti i presenti (ndr la sala era piena).
Sia nell'incontro di Napoli che nell'assemblea di Roma la proposta della Rete di arrivare ad una manifestazione nazionale in marzo a Taranto, con caratteristiche adatte alla situazione dell'Ilva e dei Tamburi, è stata accolta unanimamente, come già era avvenuto nell'assemblea tenutasi nella
settimana scorsa a Bergamo.
Sin da oggi la Rete fa appello a tutte le realtà di Taranto a coordinarsi per fare di questa manifestazione nazionale un punto di forza nello scontro in corso a difesa del lavoro e della salute.
Informazioni e adesioni si possono dare sin da subito all'indirizzo e mail
della Rete:

e mail nazionale bastamortesullavoro@gmail.com,
altri riferimenti e mail usiait1@virgilio.it, comitato5aprile.lavorosicuro@gmail.com, slaicobasta@gmail.com,

Farmacap: presidio/assemblea sindacale

E' CONFERMATO IL PRESIDIO (con preavviso e "autorizzazione chiesto da USI dalle 9 alle 14)
e con copertura tecnica di assemblea sindacale per il personale della Farmacap Azienda Speciale Comunale di Roma Capitale, per lavoratori e lavoratrici delle farmacie comunali, del personale amministrativo e del settore sociale (telecompagnia, teleassistenza, telemonitoraggio e telesoccorso ad anziani fragili) e per USI anche per il sostegno alla vertenza e agli interventi in corso fatti dall'Unione Sindacale Italiana e dal Coordinamento lav. coop sociali, enti del terzo settore e aziende
(dove sono presenti anche strutture e delegati Cobas, Cub), con l'Amministrazione capitolina e gli Assessorati e Dipartimenti competenti, su altre situazioni dei servizi sociali, socio assistenziali, educativi (asili nido in convenzione, tra i quali anche quello gestito da Farmacap in XIII Municipio), di assistenza a disabili e a minori nelle scuole (AEC) e con svantaggio sociale, per integrazione scolastica e mediazione culturale (tra i quali i servizi a Rom, sinti), sulla riforma dell'assistenza domiciliare nei Municipi (dove il Comune, in chiave pre elettorale, propone soluzioni peggiorative e anche umilianti tipo i braccialetti agli operatori ...come se fossero detenuti, oltre ai meccanismi di difficile applicazione in una città come Roma) fino alle strutture residenziali e semiresidenziali (Case di Riposo, Centri Diurni, case famiglia) o ad attività tipo la Sala Operativa Sociale-COS press il Dipartimento XIV (ex V), su aggiornamento e formazione lavoratori e lavoratrici e per la piena tutela e salvaguardia occupazionale, salariale, di qualità dei servizi alla cittadinanza.

Su Farmacap, dove si è richiesto nella mattinata del 12 un incontro con Assessorato e Direzione Dipartimentale, si attendono le risposte sull'attuale mancato CONTRATTO DI SERVIZIO COMUNE - FARMACAP, sulle linee guida del PIANO DI RILANCIO E SVILUPPO DELL'AZIENDA SPECIALE COMUNALE che ancora è lettera morta, sull'impulso come proposto anche dal sindacato autorganizzato (presente dal 2001 con propria e combattiva RSA e Rls)
di rilancio delle FARMACIE COMUNALI DI FARMACAP, come presidi socio sanitari in quartieri popolari e a rischio di "desertificazione"di servizi pubblici, anche in sinergia con le altre attività di AASSLL, servizi socio sanitari nei municipi e distretti anche del "privato sociale" accreditati, del SETTORE SOCIALE all'interno della FILIERA DEI SERVIZI ALLA TERZA ETA', che invece è sottoposto a progressivo smantellamento e riduzione di efficacia rispetto al progetto originario e alle proposte avanzate dal personale e sostenute dai sindacati interni, alla stessa vicenda dell'asilo nido gestito da Farmacap che potrebbe avere nuovo impulso anche in zona come il XIII Municipio, dove molti nidi privati o in convenzione non riuscendo a mantenere i costi di gestione, si stanno
ritirando dai servizi educativi per la prima infanzia (un effetto negativo della tanto decantata "privatizzazione" dei servizi educativi e scolastici non a gestione diretta dell'ENTE LOCALE ROMA CAPITALE...processo sempre contrastato dall'USI fin dal 1997, con le Giunte a guida centrosinistra...). E' IMPORTANTE SOSTENERE LA MOBILITAZONE DEL PERSONALE NON SOLO DELLA FARMACAP, ma di quello dei servizi comunali gestiti da terzi soggetti
(cooperative sociali, consorzi, enti del terzo settore, onlus, aziende) che sta sopportando pesanti peggioramenti delle condizioni di lavoro, salariali e di servizio, con processi di "riorganizzazione" e ristrutturazione che vanno in altra direzione rispetto alle aspettative, in un quadro di crisi generale che
porta poi i tanti precari a non vedersi confermati i contratti di lavoro o a vedersi proporre dalle cooperative ed enti, accordi individuali di conciliazione per "stabilizzazioni" a fronte della rinuncia alle differenze retributive e contributive degli anni passati da precari e sottopagati, senza diritti contrattuali e di legge, oppure con la richiesta di aprire una partita IVA....

Il paradosso è che in alcuni casi si tratta di enti e cooperative che poi in questo periodo si "lamentano" con il Comune perchè con la riforma dell'assistenza domiciliare per anziani e disabili, non si applica il CCNL delle Cooperaitve Sociali...quando per anni a migliaia di precari questo contratto e diritti connessi non è mai stato fatto rispettare, se non quando i rapporti di forza e con il processo di autorganizzazione sindacale, non ha cambiato in meglio la situazione oggettiva e materiale (anche se questo passaggio a Roma è avvenuto solo in pochi casi, a causa della estrema ricattabilità e della "paura" di chi già lavora in condizioni precarie o che, trattandosi di forza lavoro immigrata, ha maggiori difficoltà a tutelarsi per l'intreccio tra lavoro e permesso di soggiorno).

SOSTENERE LA MOBILITAZIONE DEL PERSONALE DELL'AZIENDA PUBBLICA FARMACAP, in stato di agitazione sindacale, E' UN MODO CONCRETO PER

TENERE I COLLEGAMENTI CON QUANTO AVVIENE NEGLI ALTRI SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI EDUCATIVI E SANITARIO-FARMACEUTICI CHE SONO

SVOLTI IN FORMA ESTERNA, COLLEGARE PIATTAFORME E INTERVENTI, PER L'UNIONE SINDACALE ITALIANA, A PARTIRE DAI PUNTI CHE ACCOMUNANO

CHI CI LAVORA, PERMETTE DI AVERE MAGGIORE FORZA NEL DIBATTITO CON LE ISTITUZIONI E DI AVERE UN DIALOGO CON LA CITTADINANZA,

BENEFICIARIA E FRUITRICE DI SERVIZI E ATTIVITA'.

SOPRATTUTTO, RIBADISCONO ALL'USI, PERMETTE DI MANTENERE UN COERENZA E COMPLESSITì DI INTERVENTO, NON SOLO SINDACALE MA ANCHE

SOCIALE DI NATURA COLLEGIALE, INTERCATEGORIALE E SOLIDALE, A PARTIRE DALLA CONSAPEVOLEZZA CHE

"I LAVORATORI E LE LAVORATRICI, NON HANNO GOVERNI AMICI".

Il 14 febbraio l'USI è già stata convocata, dopo aver attivato le procedure di relazioni sindacali industriali a livlelo aziendale tramite la Rsa e Rls interna, dalla Direzione della Farmacap per il settore sociale, dove l'USI sta intervenendo tramite il componente Rsa Rls designato, anche sulle vicende dell'impatto dello stress da lavoro correlato e le questioni della salute e sicurezza in azienda e nel settore sociale. 
Segreteria intercategoriale Unione Sindacale Italiana USI fondata nel 1912

email usiait1@virgilio.it, blog www.unionesindacaleitaliana.blogspot.com, sito nazionale www.usiait.it,

archivio storico www.usistoriaememoria.blogspot.com, giornale LOTTA DI CLASSE www.lottadiclasse.info

giovedì 31 gennaio 2013

A DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

A DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA
CORTEO  SABATO  2  FEBBRAIO  2013
 
h. 14:00 da piazza dell'Esquilino (Roma)
organizzato dal Coordinamento Nazionale della Scuola
 
 
l'USI-Unione Sindacale Italiana garantisce la copertura per lo sciopero

lunedì 10 dicembre 2012

Asili Nido Comunali

UNIONE SINDACALE ITALIANA USI – fondata nel 1912 (fedele ai principi dell’Ait)
Segreteria provinciale intercategoriale e Rsu USI – COMUNE DI ROMA Capitale
LARGO VERATTI 25 00146 ROMA Tel. 06 70451981 Fax 06/77201444 usiait1@virgilio.it


Roma, 30 Novembre 2012
All’Assessore alle Politiche del Personale – R.U. del Comune di Roma Capitale 06 67104932-26
Al Direttore p.t. del Dipartimento I Pol. del Personale e R.U. fax 06 67103314
All’Assessore p.t. alle Pol. Scolastiche ed Educative del Comune di Roma Capitale fax 06 5783742
Al Direttore p.t. del Dip. XI – Pol Educative e Scol. Comune di Roma Capitale fax 06 671070074
Al Presidente p.t. e al Vice presidente della C.C.P. Pol. Educative e Scolastiche fax 06 671072299
Al Presidente p.t. della C.C.P. Pol. di Bilancio fax 06
Ai Capigruppo consiliari – loro sedi via fax
E p.c. al personale dei servizi educativi del Comune di Roma Capitale

   OGGETTO: RICHIESTA DI INTERVENTO PER PROROGA DI UN ANNO GRADUATORIA CONCORSO PUBBLICO ASILI NIDO (in scadenza al 31/12/2012) E PER SCORRIMENTO E PROROGA PROCEDURA SELETTIVA CORSO CONCORSO ASILI NIDO COMUNE ROMA CAPITALE, con verifica reperimento stanziamenti in assestamento e variazione di Bilancio 2012 e pluriennale 2012 2014, per copertura finanziaria finalizzata ad assunzione e stabilizzazione personale educativo asili nido comunali, idoneo a concorso pubblico e/o personale inserito in graduatoria di corso concorso.

Utilizzo percorso già utilizzato in passato per precedenti procedure di reclutamento del “doppio canale di reclutamento” del personale idoneo alle procedure selettive de quo e richiesta adeguamento a OO.ddGG. approvati e collegati in sede di discussione e approvazione del Bilancio preventivo 2012 .

 La Unione Sindacale Italiana, legalmente costituita e operante anche nell’A.C., con Rsu in carica nell’Amministrazione, con la presente interviene sulle questioni oggetto della nota e segnala che allo stato, anche in virtù dell’accordo stipulato in data 30 ottobre 2012, relativo a dotazione organica e assunzioni di personale, è rimasto escluso il personale e il settore educativo, sia per quanto riguarda la graduatoria del concorso pubblico in scadenza al 31 dicembre 2012 (idonee al concorso) sia chi lavora già negli asili nido comunali con contratti a tempo determinato ed è inserito nella graduatoria di corso concorso.

Si eviterebbe una disparità di trattamento, rispetto ad altre procedure concorsuali in altri settori e profili professionali, del personale che vanta una legittima aspettativa, dopo aver comunque superato prove selettive, a percorsi di stabilizzazione o di reclutamento, a fronte di esigenze di adeguamento del turn over (con percentuale del 40% sui pensionamenti), nonché per esigenze di autotutela dell’azione dell’Amministrazione Pubblica, a non veder sprecate preziose risorse di personale e di spendita di denaro pubblico, facendo decadere le graduatorie relative, senza provvedere ad attivarsi per la PROROGA di un anno della validità ed efficacia di tali graduatorie e intervenire, in sede di assestamento di bilancio 2012 e/o di variazione del Bilancio pluriennale 2012 – 2014, per la necessaria copertura finanziaria ed economica.

Sarebbe un segnale importante anche per dare seguito agli Ordini del Giorno, approvati dall’Assemblea consiliare del Comune di Roma Capitale, collegati all’approvazione del Bilancio preventivo 2012 dell’A.C., come indirizzo politico amministrativo anche nel settore educativo, di tutela del personale e delle cittadine-lavoratrici che hanno partecipato a tali procedure concorsuali o che già lavorano in forma “precaria” per il Comune di Roma Capitale, con il rischio di rimanere in una situazione di precarietà e di incertezza occupazionale, pur avendo partecipato alle procedure selettive pubbliche o di corso concorso.

L’USI auspica che la questione sia al più presto definita in senso positivo e favorevole alle lavoratrici e alla necessaria dotazione organica anche in questo delicato settore e servizio, sia nei prossimi incontri nell’ambito delle relazioni sindacali, sia nelle audizioni e discussioni collegate alle operazioni di assestamento del Bilancio preventivo 2012 (approvato il 7 novembre u.s.). Distinti saluti.

Per Unione Sindacale Italiana e RSU USI il segr. prov. intercateg. Prof Giuseppe Martelli (cell.339 5001537)

martedì 6 novembre 2012

Adesione dell'USI alla amnifestazione del 19/11 per la Scuola pubblica

L'Unione Sindacale Italiana aderisce alla manifestazione indetta per il 10 novembre, su appello
del coordinamento delle scuole di Roma, parteciperà con una delegazione al corteo (a Roma
ore 14.30 piazza dell'Esquilino) e ove possibile in altre città, anche in considerazione di altre
manifestazioni e presidi, che in varie parti d'Italia sono in corso da giorni o previsti per quella giornata (IKEA Piacenza, San Raffaele Milano, ILVA di Taranto...).
PER L'STRUZIONE PUBBLICA, CONTRASTIAMO LE POLITICHE DI PRIVATIZZAZIONE E SMANTELLAMENTO,SOSTENIAMO LA PIENA OCCUPAZIONE CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEI PRECARI. DALLA FABBRICA ALLA SCUOLA, LA LOTTA E' UNA SOLA...
Su una piattaforma alternativa a quella della confederazione europea dei sindacati (concertativi), per rilanciare il collegamento delle lotte, dalla scuola alla fabbrica anche a livello internazionale, l'USI a livello confederale e la USI AIT SCUOLA a livello di categoria, hanno proclamato sciopero intera giornata per il 14 novembre.

Un saluto Trasmette per Unione Sindacale Italiana USI, fondata nel 1912 Roberto Martelli
e mail usiait1@virgilio.it, sito nazionale www.usiait.it, blog www.unionesindacaleitaliana.blogspot.com,
archivio storico www.usistoriaememoria.blogspot.com,
Largo Veratti 25 00146 Roma

lunedì 5 novembre 2012

14 novembre SCIOPERO NELLA SCUOLA

U.S.I. - Unione Sindacale Italiana

Confederazione di sindacati autogestiti e di federazioni intercategoriali - Fedele ai principi dell’AIT

USI AIT SCUOLA Sindacato nazionale autogestito lavoratori Scuola - USI AIT COMMERCIO TURISMO E SERVIZI

Largo Veratti 25, 00146 Roma - Tel. 06/70451981, Fax 06/77201444 e mail usiait1@virgilio.it

 
Roma, 30 ottobre 2012

agli organi istituzionali

OGGETTO: COMUNICAZIONE E PROCLAMAZIONE PER SCIOPERO NAZIONALE INTERA GIORNATA PERSONALE DOCENTE E NON DOCENTE, PRECARIO E CON CONTRATTI ATIPICI DEL COMPARTO SCUOLA PER IL 14 NOVEMBRE 2012, IN CONCOMITANZA CON SCIOPERI NAZIONALI CONFEDERALI E A SOSTEGNO PERCORSI SOLIDARIETA’ CON SCIOPERI IN GRECIA, SPAGNA, PORTOGALLO.


Sciopero esteso ai servizi ESTERNALIZZATI di Istituti Scolastici Statali, di Enti Locali o Amm.ni Regionali di assistenza a studenti disabili e assistenza infanzia, mense scolastiche, trasporto scolastico, pulizie, manutenzione, pulizie spazi verde pubblico presso P. Amm.ni, di attività ESTERNALIZZATE di servizi di guardiania, portierato, assistenza studenti e assistenza tecnica, manutenzione e attività amministrative e ausiliarie svolte in appalto o affidamento.

Il sindacato nazionale USI AIT SCUOLA con la presente nota comunica la PROCLAMAZIONE DI SCIOPERO NAZIONALE INTERA GIORNATA PERSONALE DOCENTE E NON DOCENTE, PRECARIO E CON CONTRATTI ATIPICI DEL COMPARTO SCUOLA PER IL 14 NOVEMBRE 2012, IN CONCOMITANZA CON SCIOPERI NAZIONALI CONFEDERALI E A SOSTEGNO PERCORSI SOLIDARIETA’ CON SCIOPERI IN GRECIA, SPAGNA, PORTOGALLO. Sciopero esteso anche al personale dei servizi ESTERNALIZZATI di Istituti Scolastici Statali, di Enti Locali o Amm.ni Regionali di assistenza a studenti disabili e assistenza infanzia, mense scolastiche, trasporto scolastico, pulizie, manutenzione, pulizie spazi verde pubblico presso P. Amm.ni, di attività ESTERNALIZZATE di servizi di guardiania, portierato, assistenza studenti e assistenza tecnica, manutenzione e attività amministrative e ausiliarie svolte in appalto o affidamento.

Motivi dell’agitazione sindacale e dello sciopero: per la difesa della scuola pubblica, per la restituzione alla scuola delle risorse sottratte con i tagli della Gelmini e di questo governo e il rifinanziamento della scuola stessa ed adeguati investimenti per la scuola pubblica, contro il blocco della contrattazione, contro un concorso costoso e inadeguato che non risolve i problemi della scuola e dei precari, per il ritiro del DL 953 ex proposta APREA, contro effetti della legge su “spending review” nella scuola, contro il peggioramento delle condizioni di lavoro per tutto il personale, contro i tagli al sostegno e all’assistenza ai diversamente abili, contro l’utilizzo degli esuberi come docenti di sostegno e degli inidonei come amministrativi, contro l’aumento dell’orario di lavoro del personale docente, per aumenti salariali che tengano conto della perdita di salario effettivo da parte di tutto il personale e dei pensionati, per l’ introduzione del salario minimo intercategoriale a 1300 euro netti e di forme di reddito sociale garantito, ripristino di adeguamento automatico salariale connesso agli aumenti dei prezzi, scatti di anzianità ai precari, contro i tagli alle materie e all’orario complessivo, contro le politiche di privatizzazione di servizi e funzioni già pubbliche e contro le esternalizzazioni di servizi, per diminuzione del numero degli alunni per classe e per applicazione del sistema legislativo di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, per ottenere la stabilizzazione dei precari utilizzati nelle scuole e nei servizi esternalizzati o in appalto e l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari delle GAE su tutti i posti vacanti e disponibili in organico di diritto e di fatto, per l’assunzione del personale ATA ancora con contratti a progetto o di collaborazione nelle varie forme, in difesa del diritto di sciopero, per la pari dignità e diritti sindacali (compreso quello di assemblea) a favore di tutte le organizzazioni di lavoratori/lavoratrici legalmente costituite, per lo sviluppo della RETE EUROPEA DEL SINDACALISMO ALTERNATIVO E DI BASE e della COORDINAZIONE SINDACALE ROSSO E NERA, quali percorsi dal basso di autorganizzazione e di collegamento delle lotte e delle mobilitazioni, delle piattaforme, a livello europeo e internazionale.

Il sindacato nazionale USI AIT SCUOLA, ACCETTANO LE LIMITAZIONI IMPOSTE DALLE LEGGI E DAI CONTRATTI DI LAVORO. SONO ESENTATE LE ZONE COLPITE DA CALAMITA’ NATURALI O CON CONSULTAZIONI ELETTORALI, SI ASSICURANO I SERVIZI MINIMI ESSENZIALI E QUELLI OBBLIGATORI.

Distinti saluti

 
Per UNIONE SINDACALE ITALIANA, U.S.I. AIT SCUOLA Prof. Giuseppe Martelli

 
NOTA: L'USI SCUOLA ADERISCE inoltre alle giornate di controinformazione "profumo di didattica" dal 5 al 10 e ALLE MANIFESTAZIONI DELLA SCUOLA DEL 10 NOVEMBRE organizzate in varie città E IN PARTICOLARE AL CORTEO ORGANIZZATO DAL COORDINAMENTO DELLE SCUOLE DI ROMA DA PIAZZALE ESQUILINO ALLE ORE 14,30 A SS. APOSTOLI, all quale partecipa con una sua delegazione

sabato 3 novembre 2012

Morti sul lavoro

ILVA: muore sul lavoro l'operaio ventinovenne dell'ILVA, CLAUDIO MARSELLA, addetto al Mof, un'altra morte per la IN-SICUREZZA sul lavoro, è troppo pericoloso lavorare da soli nei reparti e movimentazione con mezzi, come denunciato più volte dai lavoratori dell'ILVA.
L'Usi esprime le proprie condoglianze alla famiglia dell'operaio morto e la vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori dell'ILVA, alle organizzazioni sindacali che stanno scioperando ancora sulla complessa vicenda dello stabilimento, che include l'intreccio salute-lavoro-ambiente, sulla pelle degli operai e della cittadinanza di Taranto.
La Rete nazionale salute e sicurezza sul lavoro, promuoverà per il 7 dicembre a Taranto, una assemblea convegno sulla vicenda ILVA e sulle produzioni nocive, alla quale chiediamo di dare adesione e partecipazione attiva, per un intervento ampio e complessivo e plurale, a sostegno delle iniziative locali o nazionale che dovessero essere messe successivamente in piedi. Assemblea convegno del 7 dicembre al quale l'USI nazionale ha già dato la sua adesione e partecipazione, con intervento.

SCUOLA: si è suicidato in Campania un precario cinquantenne della scuola CARMINE CERVERA, da poco aveva terminato la laurea specialistica in storia dell'arte, da quel che si è appreso ha terminato la sua esistenza per la mancanza di lavoro e l'impossibilità di poter svolgere la professione di insegnante, a causa dello smantellamento dell'istruzione.
Una morte che ricorda nella nostra lunga memoria storica, i suicidi degli operai cassaintegrati, anche questa la consideriamo anche se non avvenuta sul lavoro o in occasione di lavoro, come quella dell'operaio dell'ILVA, come una morte derivante dal lavoro e dallo sfruttamento, dalla disperazione di non avere possibilità di lavorare nel settore dell'istruzione pubblica.
Segreteria nazionale generale Confederazione USI UNIONE SINDACALE ITALIANA, fondata nel 1912...100 anni dalla parte giusta...

lunedì 22 ottobre 2012

NO MONTI DAY (27/10)

Tutte/i a Roma, piazza della Repubblica alle 14,30 il 27 ottobre. L'appello per la manifestazione nazionale.
Siamo persone che lottano, organizzazioni sociali e sindacali, forze politiche e movimenti civili, e ci siamo assunti l'impegno di dare voce e visibilità alle tante e ai tanti che rifiutano e contrastano Monti e la sua politica di massacro sociale, dando vita il 27 ottobre a Roma a una giornata di mobilitazione nazionale, NO MONTI DAY.
Scendiamo in piazza per dire:
NO a Monti e alla sua politica economica che produce precarietà, licenziamenti, disoccupazione e povertà, no alle controriforme liberiste, oggi e domani.
NO all'Europa dei patti di stabilità, del Fiscal Compact, dell'austerità e del rigore, che devastano da anni la Grecia e ora L'Italia.
NO all'attacco autoritario alla democrazia, no alla repressione contro i movimenti ed il dissenso, no allo stato di polizia contro i migranti.
Sì al lavoro dignitoso, allo stato sociale , al reddito, per tutte e tutti, nativi e migranti.
Sì ai beni comuni, alla scuola e alla ricerca pubblica, alla salute e all'ambiente, a un'altra politica economica pagata dalle banche, dalla finanza dai ricchi e dal grande capitale, dal taglio delle spese militari e dalla cancellazione delle missioni di guerra, dalla soppressione dei privilegi delle caste politiche e manageriali, sì alla cancellazione di tutti i trattati che hanno accentrato il potere decisionale nelle mani di una oligarchia.
Sì alla democrazia nel paese e nei luoghi di lavoro, fondata sulla partecipazione, sul conflitto e sul diritto a decidere anche sui trattati europei.
Vogliamo manifestare per mostrare che, nonostante la censura del regime informativo montiano, c'è un'altra Italia che rifiuta la finta alternativa tra schieramenti che dichiarano di combattersi e poi approvano assieme tutte le controriforme, dalle pensioni, all'articolo 18, all'IMU, alla svendita dei beni comuni, così come c'è un'altra Europa che lotta contro l'austerità e i trattati UE.
Un'altra Italia che lotta per il lavoro senza accettare il ricatto della rinuncia ai diritti e al salario,che difende l'ambiente ed il territorio senza sottomettersi al dominio degli affari.
Un'altra Italia che lotta per una democrazia alternativa al comando autoritario dei governi liberisti e antipopolari europei primo fra tutti quello tedesco, della BCE della Commissione Europea e del FMI, del grande capitale e della finanza internazionale.
Promuoviamo una manifestazione chiara e rigorosa nelle sue scelte, che porti in piazza a mani nude e a volto scoperto tutta l'opposizione sociale a Monti e a chi lo sostiene, per esprimere il massimo sostegno a tutte le lotte in atto per i diritti, l'ambiente ed il lavoro, dalla Val di Susa al Sulcis, da Taranto a Pomigliano, dagli inidonei e precari della scuola, da Cinecittà occupata ai tanti esempi di cultura condivisa come il Teatro Valle occupato e le tante altre in giro per l'Italia, a tutte e tutti coloro che subiscono i colpi della crisi.
Vogliamo che la manifestazione, che partirà alle 14,30 da Piazza della Repubblica, si concluda in Piazza S. Giovanni con una grande assemblea popolare, ove si possa liberamente discutere di come dare continuità alla mobilitazione.
Proponiamo a tutte e tutti coloro che sono interessati a questa percorso di costruirlo assieme, specificandone e ampliandone i contenuti, fermi restando i punti di partenza e le modalità qui definiti.

martedì 25 settembre 2012

26/9: GIORNATA DI LOTTA EUROPEA

NON VOGLIAMO PAGARE LA CRISI DI UN SISTEMA CHE NON E' IL NOSTRO!

La crisi del sistema capitalista si espande in tutti i paesi. Ovunque i governi e il padronato prendono a pretesto questa situazione per sfruttare ulteriormente i lavoratori. Ma sono sicuramente loro i responsabili di questo stato di cose e della crisi del loro sistema economico e politico capitalistico.
Vorrebbero farci credere che tutte le misure eccezionali di adeguamento di tagli, di austerità sono necessari per mantenere il sistema, quando l'unica cosa che vogliono è continuare ad arricchirsi a spese delle persone che vivono del loro lavoro. Tutti gli attacchi che abbiamo subito in tutti i paesi europei hanno lo stesso schema:


- Distruzione dei servizi pubblici
- Riforma de lle leggi sul mercato del lavoro che lasciano tutto il potere nelle mani dei padroni

- Eliminazione dei diritti fondamentali, sociali e sindacali, raggiunti dopo molti anni di lotta
- Aumento della precarietà e della disoccupazione
- Attacchi contro il diritto alla pensione e alla salute
- Attacco alla scuola e all'università


Tutte le direttive del FMI, della Banca Mondiale, della BCE, .. cercano solo di salvaguardare gli interessi dei più potenti. Il sindacalismo tradizionale sta lasciando un altra volta soli i lavoratori. In queste condizioni non si possono firmare accordi e accettare i dictat imposti dagli organismi internazionali.
Per noi, il ruolo del sindacalismo è quello di difendere i lavoratori e di costruire una società più giusta; questo compito passa per una netta opposizione ai piani di austerità , ne è più possibile per noi usare modelli concertativi.
Si rende necessaria una forte mobilitazione con scioperi e manifestazioni a livello europeo.

Per il movimento operaio, la priorità deve essere posta nella costruzione di una mobilitazione europea, e non nella negoziazione con i padroni. Non si possono accettare accordi o patti che applicano i piani di austerità e di tagli decisi dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale.
Costruiamo insieme un movimento sindacale europeo alternativo e una grande mobilizzazione sociale per il 26 settembre.

a firma della RETE EUROPEA DEL SINDACALISMO DI BASE E ALTERNATIVO

dall'appello della CGT SPAGNOLA in appoggio allo sciopero generale dei paesi baschi che viene diffuso da USI Confederazione di sindacati nazionali e di federazioni locali sito: www.usiait.it ewww.unionesindacaleitaliana.blogspot.com

Sede nazionale: ROMA LARGO VERATTI 25 tel. 06/70451981 fax 06/77201444

sabato 18 agosto 2012

lotta e solidarietà contro il razzismo del Comune di Roma

L'Unione Sindacale Italiana USI, fondata nel 1912, dà la propria solidarietà ai nuclei familiari sgomberati oggi dal civico 911 di via prenestina e apprezza la grande prova di sostegno e di mutuo appoggio data dagli abitanti di Metropoliz e dai B.P.M., ribadendo che il diritto all'abitare e a condizioni di vita, di lavoro, di rispetto della dignità non ha colore o etnia.
La Giunta di Alemanno, ha dato una ulteriore prova di come non si forniscono giuste risposte a esigenze e bisogni concreti e materiali della cittadinanza, proponendo ancora una volta una logica basata sulla "sicurezza" svilncolata da concrete politiche sociali, abitative, di servizi utili ed efficaci, di accoglienza, puntando il dito sull'emergenza e senza una strategia e una pianificazione di interventi degna della città di Roma, medaglia d'oro per la Resistenza al nazifascismo, la ROMA CITTA' APERTA per la quale molti di noi lavorano e si impegnano da anni, contrastando saccheggi ambientali, speculazioni edilizie, sfruttamento sul lavoro e mancanza di reali ed efficaci interventi su salute e sicurezza sul lavoro.
Del resto, se come consulenti alle Politiche Sociali l'attuale Amministrazione ha utilizzato, tra l'altro con un uso non certo dignitoso delle risorse capitoline dati i costi delle consulenze "esterne", ex esponenti della famigerata "banda della Magliana", non dovremmo stupirci se le risposte agostane
siano non solo gli sgomberi, ma ulteriori disagi e difficoltà a coloro che da anni, provano a mettere in piedi politiche di accoglienza e di intervento territoriale e di inserimento lavorativo delle etnie rom, sinti, camminanti, di immigrati e immigrate, assieme a noi "lavoratori indigeni" e non gli uni contro gli altri...
LA LOTTA PER LA "NUOVA LIBERAZIONE" DELLA CITTA' PROSEGUE...ORA E SEMPRE RESISTENZA, SVILUPPIAMO PRATICHE SOLIDALI DI
AUTORGANIZZAZIONE, AUTOGESTIONE, PARTECIPAZIONE DAL BASSO.
Segue un comunicato stampa che riceviamo e inoltriamo per maggiore informazione e conoscenza sul fatto di oggi. Roma, 17 Agosto 2012

Comunicato stampa
SGOMBERATO L'INSEDIAMENTO DI VIA PRENESTINA 911,
I ROM PROSEGUONO IL PERCORSO DI AUTODETERMINAZIONE DENTRO METROPOLIZ
Questa mattina alle ore 8.30 forze di polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno chiuso al traffico via Prenestina e con una decina di blindati hanno sfondato il cancello del civico 911, facendo irruzione all'interno dell'insediamento abitato prevalentemente da rom e romnì, approdati in quell'area 3 anni fa dopo lo sgombero del campo di via di Centocelle.
Mentre al civico 913 gli abitanti di Metropoliz sono saliti sui tetti e si sono barricati all'interno dell'ex fabbrica pronti a resistere, i 40 nuclei del 911 hanno avviato una trattativa con la sala operativa sociale del comune con la mediazione di 2 attivisti dell'associazione Popica onlus, che sono stati denunciati.
Una trentina di nuclei rom e romnì ha rifiutato le soluzioni tampone proposte dal comune ed è stato accolto dentro Metropoliz, scegliendo di proseguire il percorso di lotta e di autodeterminazione all'interno della città meticcia. Gli altri hanno trovato sistemazione all'interno varie strutture gestite dal comune.
Ancora una volta l'amministrazione e la questura utilizzano il mese di agosto per portare a termine operazioni di sgombero senza soluzioni concrete, mostrando il pugno duro contro chi reclama diritti e occupa per necessità in assenza di politiche abitative degne e sostenendo gli interessi dei signori del mattone e della rendita in una città disegnata a misura degli speculatori.
L'accanimento verso i rom e le romnì conferma che il “piano nomadi” è uno strumento di mera persecuzione razzista, mentre la scelta di non subire il ricatto dell'amministrazione e di proseguire la battaglia per il diritto all'abitare dentro la città meticcia da parte di 30 nuclei rafforza la nostra idea che oggi più che mai, dentro la crisi, è necessario autorganizzarsi e rivendicare il diritto alla città attraverso il riuso del costruito pubblico e privato, per sottrarre spazio alla rendita e riconquistare libertà.
Metropoliz_ città meticcia
Blocchi Precari Metropolitani
Popica onlus
Roma, 17 agosto 2012
info:
3286660963
3333811983

lunedì 28 maggio 2012

odg approvato all'assemblea del 26 maggio delle rls-rsa

L'ordine del giorno approvato dall'assemblea del 26 maggio 2012 dei delegati rsu, rsa - teatro Ambra Jovinelli

L' assemblea convocata da RSU e RSA a Roma il 26 maggio ha raccolto la spinta di chi sta lottando contro l'aggressione scatenata dal governo verso il mondo del lavoro. Ma siamo soprattutto indignati per la rassegnazione o, perfino, l’assenso con cui le direzioni confederali CGIL, CISL e UIL hanno accompagnato e favorito questa aggressione.

L'Assemblea condivide quanto proposto nella relazione e raccoglie le indicazioni e i contributi emersi dal dibattito.

Le pensioni sono in via di essere ridotte a sussidi di sopravvivenza e l’età di quiescenza è stata portata a livelli inediti in Europa.

Centinaia di migliaia di lavoratori messi fuori dalle aziende con accordi spesso ricattatori vengono messi in condizione di non avere più né un salario, né una pensione, né un ammortizzatore sociale.

I salari sono fermi da almeno 20 anni, mentre i prezzi galoppano. I contratti nazionali sanciscono la riduzione delle retribuzioni, l’aumento degli orari di fatto e la regola delle deroghe.

La precarietà è diventata la forma generalizzata di assunzione: un esercito di milioni di giovani vive quotidianamente senza diritti e nell’incertezza più totale sul proprio futuro.

La disoccupazione tocca livelli inediti ed è destinata a crescere ulteriormente, per la chiusura di tante fabbriche ma anche attraverso la drastica riduzione dell’occupazione nel pubblico impiego.

I servizi sono stati privatizzati, peggiorandone la qualità e aumentandone i costi per l’utenza, mentre si faceva cassa sui diritti e sulle retribuzioni degli addetti.

Il padrone sceglie i sindacati da legittimare, mentre gli altri in particolare FIOM e sindacati di base, vengono cacciati dalla porta delle aziende.

Infine l’articolo 18, quella norma che giusto 42 anni fa ha posto un limite all’arbitrio e all’autoritarismo padronali, è in procinto di essere cancellata, sopprimendo la funzione deterrente della reintegra e ripristinando l’effetto intimidatorio della minaccia di licenziamento contro chi si attiva politicamente o sindacalmente o contro chi, comunque, ha un comportamento non gradito al padrone e ai capi.

In queste settimane in molte aziende c’è stata una massiccia reazione contro questo stravolgimento dell’articolo 18, con fermate, scioperi, picchettaggi, blocchi stradali e manifestazioni. Ma se stessimo all’azione del sindacalismo confederale di CGIL CISL e UIL tutto ciò sta passando senza una resistenza degna di questo nome o addirittura con un vero e proprio consenso, in nome della governabilità e della nuova “unità nazionale” che sostiene il governo dei “tecnici” diretta emanazione della Bce, dell' Unione Europea e del Fondo monetario internazionale, della Confindustria e del sistema bancario italiano. Noi non ci riconosciamo in questa unita' nazionale ma anzi ci battiamo per cacciare il governo Monti Fornero.

Il movimento di lotta nelle fabbriche e nei posti di lavoro a cui anche molti dei delegati e delle delegate qui presenti hanno dato vita nei giorni scorsi deve continuare, con l’obiettivo di impedire la trasformazione in legge del disegno Fornero. Siamo disponibili a valutare e sostenere ogni iniziativa di mobilitazione che persegua gli stessi obiettivi.

Ma questa mobilitazione dovrà rimettere in campo non solo la difesa dell’articolo 18 e la sua estensione ai milioni di lavoratrici e di lavoratori che non ne sono tutelati (i precari e i dipendenti delle piccole aziende), ma anche una piattaforma complessiva, per invertire la tendenza a far pagare la crisi ai lavoratori e alle classi popolari. intendiamo elaborare questa piattaforma in maniera compiuta in un prossimo appuntamento assembleare analogo a questo. In ogni caso gia' da oggi proponiamo alcuni punti irrinunciabili:

> Il blocco dei licenziamenti;

> Il rinnovo di tutti i contratti attraverso piattaforme costruite con la partecipazione democratica dei lavoratori;

> La riduzione degli orari di lavoro a parità di salario;

> Un aumento dei salari e delle pensioni generalizzato e consistente;

> Il ripristino di una scala mobile dei salari e delle pensioni per tutelarli dalla nuova inflazione;

> La riconquista del pensionamento di vecchiaia a 60 anni di importo adeguato;

> No ai fondi pensione privati;

> La definitiva abolizione di tutte le forme contrattuali precarie;

> Il blocco delle privatizzazioni e la ripubblicizzazione dei servizi gia' privatizzati;

> Una politica fiscale di forti sgravi sul lavoro dipendente e sulle pensioni compensati dall'aumento della progressività delle aliquote e da una patrimoniale sulle rendite e sulle ricchezze;

> Il diritto al reddito, alla casa e alla gratuita' di tutti i servizi pubblici per precari e disoccupati;

> La elezione libera dei propri rappresentanti sindacali, senza alcuna limitazione da parte del padrone e senza riserva per nessuno;

> L'abolizione della Bossi/Fini e uguali diritti per i migranti.

Si tratta delle rivendicazioni minime e essenziali per preservare livelli di vita e di dignità basilari in un paese civile. Se sembrano incompatibili con il pagamento del debito, diciamo: è il debito che non va pagato.

Per questi motivi, e per difendere l’articolo 18 nel suo valore di fondo e nella sua essenza simbolica, noi invitiamo tutte le RSU, le RSA, le organizzazioni e le aree sindacali che condividono queste esigenze a organizzare nelle prossime giornate dell’8 e del 9 giugno momenti di lotta: fermate, scioperi, azioni di protesta, presidi.

Indiciamo per il pomeriggio dell’8 GIUGNO 2012, a partire dalle 16,00 a piazza Montecitorio un presidio della Camera dei deputati che sta dibattendo del futuro dei nostri diritti

Invitiamo tutte e tutti, RSU, RSA, organizzazioni e aree sindacali a rendere permanente la lotta anche nei giorni successivi, fino all’ultimo giorno utile per impedire l’approvazione parlamentare della controriforma Fornero e ancora oltre nei prossimi mesi.

Roma, 26 maggio 2012