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sabato 9 febbraio 2013

Rete Nazionale Salute e Sicurezza sui Posti di Lavoro: ILVA

Comunicazione della rete nazionale salute e sicurezza sui posti di lavoro e sui territori

 La Rete naz. per la sicurezza a Napoli e a Roma
La questione Ilva a livello nazionale sta diventando il centro del dibattito dell'intero movimento interessato alla questione di salute e sicurezza in fabbrica e sul territorio, sotto diversi aspetti, politici, sindacali, culturali, tecnoscentifici.

comunicato della rete nazionale - sede di taranto

La Rete nazionale sicurezza e salute sui posti di lavoro e sui territori con l'assemblea nazionale del 7 dicembre 2012 a Taranto ha lanciato su questo un approfondimento, un dibattito e una mobilitazione nazionale.
Il primo strumento di questa mobilitazione sono gli Atti dell'assemblea
messi a disposizione di operai, cittadini, realtà organizzate, a Taranto e a livello nazionale.
L'assemblea nazionale del 7 dicembre aveva lanciato la proposta di costruire incontri e assemblee che portassero ad una manifestazione nazionale per i prossimi mesi.
Operai e masse popolari di Taranto, qualunque sia la loro appartenenza, devono comprendere che hanno bisogno oltre che della propria forza di un ampio sostegno nazionale che isoli padroni, governo, Stato e sindacati confederali, partiti parlamentari, Istituzioni, e che permetta di vincere
questa battaglia. L'Ilva non è solo Taranto ma il paradigma di tutte le battaglie che a livello nazionale si stanno facendo per la difesa della salute e del lavoro in fabbrica e sul territorio.
La Rete, ha tenuto nella giornata del 25 gennaio 2013 due importanti incontri/assemblea, a cui ha partecipato anche uno degli operai responsabili dello Slai cobas per il sindacato di classe Ilva, Andrea Bianco.
A NAPOLI si sono incontrati studenti e appartenenti ai collettivi delle Università il Collettivo Clash CityWorkers, il Laboratorio politico Iskra attivo a Bagnoli. L'incontro ha prodotto la decisioni da parte delle realtà presenti di promuovere un'assemblea sull'Ilva di Taranto per la seconda metà di
febbraio, con la presenza di una delegazione rappresentativa di operai, precari, disoccupati, cittadini dei Tamburi di Taranto.
Nel pomeriggio a ROMA si è tenuta un'importante assemblea convocata dalla Rete nazionale, rappresentata a Roma dall'Usi e dal "comitato 5 aprile" su "Ilva e produzioni nocive".
Un'assemblea molto interessante, con la presenza di attivisti di diverse organizzazioni sindacali di base impegnate sul tema, di militanti politici e che ha potuto contare sugli interventi molto qualificati della Dr.ssa Bioingegnere Antonietta Gatti, esperta di nanotecnologie e studiosa degli
effetti dannosi per la salute e sicurezza delle "polveri ultra sottili" e di Francesco Aucone, geologo.
L'assemblea, in cui tutti i rappresentanti di Taranto presenti sono intervenuti, ha trovato interesse, partecipazione e impegno di tutti i presenti (ndr la sala era piena).
Sia nell'incontro di Napoli che nell'assemblea di Roma la proposta della Rete di arrivare ad una manifestazione nazionale in marzo a Taranto, con caratteristiche adatte alla situazione dell'Ilva e dei Tamburi, è stata accolta unanimamente, come già era avvenuto nell'assemblea tenutasi nella
settimana scorsa a Bergamo.
Sin da oggi la Rete fa appello a tutte le realtà di Taranto a coordinarsi per fare di questa manifestazione nazionale un punto di forza nello scontro in corso a difesa del lavoro e della salute.
Informazioni e adesioni si possono dare sin da subito all'indirizzo e mail
della Rete:

e mail nazionale bastamortesullavoro@gmail.com,
altri riferimenti e mail usiait1@virgilio.it, comitato5aprile.lavorosicuro@gmail.com, slaicobasta@gmail.com,

giovedì 31 gennaio 2013

A DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

A DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA
CORTEO  SABATO  2  FEBBRAIO  2013
 
h. 14:00 da piazza dell'Esquilino (Roma)
organizzato dal Coordinamento Nazionale della Scuola
 
 
l'USI-Unione Sindacale Italiana garantisce la copertura per lo sciopero

domenica 14 ottobre 2012

documento scuola: NON E' TEMPO DI LAMENTARSI

NON È PIÙ TEMPO DI LAMENTARSI…

La libertà, le condizioni di vita e di lavoro della maggior parte della popolazione sono otidianamente sotto attacco.
Il governo cerca di far accettare misure di macelleria sociale sempre più pesanti, utilizzando la favola dei “sacrifici” ed il ricatto di una crisi che sta in realtà creando sempre più profitti per capitalisti e banchieri.
Tagli devastanti al sociale ed ai servizi, riduzione di salari e diritti, aumento delle tasse, della disoc-cupazione e della precarietà.
In questa situazione la scuola subisce più che mai i colpi del governo, sulla scia dei tagli e delle riforme degli ultimi vent’anni.
Ancora pesanti tagli, classi pollaio, un’istruzione sempre più scadente ed allineata con il potere, edifici scolastici fatiscenti, totale aziendalizzazione della scuola con l’ingerenza sempre più ingombrante di privati e affaristi. Intanto in nome del “merito” il ministro dell’istruzione Profumo vuole trasformare la scuola in una specie di “talent show” in cui si premia il più bravo ad imparare la lezione a memoria, lasciando nell’ignoranza tutti coloro su cui non conviene investire.
Ora più che mai è chiaro il ruolo della scuola nella società. Le politiche dei governi ci mostrano come l’istituzione scolastica non abbia minimamente lo scopo di creare cittadini capaci di utilizzare
criticamente le proprie conoscenze.
LA SCUOLA È SFRUTTAMENTO E PRECARIETÀ
La scuola prepara ad accettare lo sfruttamento sul lavoro. L’aziendalizzazione e l’ingerenza dei privati nella scuola lega ancora di più l’apprendimento al profitto economico e alle competenze richieste dalle aziende. Mentre con l’alternanza scuola lavoro, gli stages, i tirocini gli studenti imparano ad essere sfruttati lavorando senza essere pagati.

Ma la scuola fa molto di più insegna ad accettare e giustificare le diseguaglianze sociali.
LA SCUOLA È AUTORITARISMO
L’istituzione scolastica è organizzata in modo fortemente gerarchico. Gli studenti imparano ad obbedire a regole assurde, ad essere puniti, ad accettare le imposizioni dell’autorità.
La scuola prepara dunque ad accettare la società autoritaria, prepara ad essere oppressi.
La scuola è anche strumento di propaganda nazionalista e religiosa: alcuni vorrebbero che gli studenti cantassero l’inno nazionale come soldatini, mentre l’ora di religione cattolica è una realtà.

La scuola impone il modello politico istituzionale, insegnando agli studenti a non impegnarsi in prima persona per difendere i propri interessi, ma a delegare le proprie idee e le proprie azioni votando un rappresentante.
L’imposizione di nozioni da imparare è uno dei modi in cui si manifesta l’organizzazione autoritaria dell’apprendimento, che non permette un libero sviluppo delle coscienze.
LA SCUOLA È REPRESSIONE E CONTROLLO
Gli studenti sono abituati ad essere continuamente controllati e giudicati. L’autoritarismo nella scuola si manifesta anche nella repressione e nel controllo degli studenti e delle loro attività. Il voto di condotta ne è uno degli esempi più evidenti.

La repressione ed il controllo si concretizzano in rapporti, brutti voti e sospensioni per aver partecipato ad occupazioni, autogestioni o assemblee non autorizzate, nel bollare come “assenza collettiva” la partecipazione di massa alle manifestazioni, nel divieto di distribuire volantini a scuola.
La scuola ha questo ruolo perché la società è basata sull’oppressione e sullo sfruttamento. Lo  sviluppo libero delle capacità di ciascuno la formazione di coscienze libere non è possibile nella scuola, ma solo all’interno di una pratica liberata di educazione, in una società libera.


Proprio per questo è importante che gli studenti rilancino la lotta.
Senza avere fiducia nei partiti, è fondamentale praticare l’azione diretta, organizzandosi dal basso a partire dalle scuole, dai collettivi, unendosi alle lotte dei precari, dei lavoratori, dei disoccupati e a tutti coloro che stanno alzando la testa contro le politiche di austerità.

Rilanciare la lotta per una società libera, non solo contro il governo Monti ma contro ogni governo, per un mondo di liberi ed eguali.

…È L’ORA DI ORGANIZZARSI!


Studenti e lavoratori libertari 
presso CIRCOLO DURRUTI
Lab. soc. Quarticciolo – Angolo Via Ostuni 9  Roma

mercoledì 2 novembre 2011

17 novembre sciopero Univesità Scuola e Ricerca

UNIONE SINDACALE ITALIANA – fedele ai principi dell’Ait
SINDACATI NAZIONALI USI AIT SCUOLA, USI AIT UNIVERSITA’, USI AIT RICERCA
ROMA LARGO VERATTI 25 00146 – FAX 06/77201444 usiait1@virgilio.it
MILANO – VIA ZAMENHOF 6 – 20135 – TEL. 02/54107087 – FAX 02/54107095 milano@usiait.it
UDINE VIA VAL D’AUPA 2 33100  usiudine@gmail.com

Al Ministro p.t. del Lavoro e del Welfare On. Sacconi fax 06/48161441
Al Ministro della Funz. Pubblica On. Brunetta C.so V. Emanuele II 116 fax 06 68997064
Al MIUR – Ufficio di Gabinetto Ministro (fax 06 58492110) e Uff. Relazioni Sindacali (fax 06 58492716)
Al Presidente della Commissione di Garanzia Ex Legge 146/90  e s.m.i. Roma fax 06 – 94539680
Alla Presidenza del Cons. dei Ministri – Coord. amm.vo fax 06/67796623 - 3543                                                   Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dip. Funz. Pubblica  fax 06/68997064 - 7205
Al Min. del Lavoro e del Welfare Div. VII e VIII fax 06/46834023 - 4278

Roma, 2  Novembre 2011

Oggetto: COMUNICAZIONE DI ADESIONE DEI SINDACATI NAZIONALI USI AIT SCUOLA A SCIOPERO INDETTO DA SINDACATO SISA SCUOLA PER IL 17 NOVEMBRE 2011.
ADESIONE DEI SINDACATI USI AIT UNIVERSITA’ E USI AIT RICERCA, A SCIOPERO NAZIONALE INDETTO DA CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE CUB PER 17 NOVEMBRE 2011, A SOSTEGNO GIORNATA INTERNAZIONALE MOBILITAZIONE STUDENTESCA.

La segreteria nazionale confederale, su mandato  dell’Esecutivo nazionale e del Comitato nazionale delegati-e dell’Unione Sindacale Italiana fedele ai principi dell’Ait riunitasi il 29 e 30 ottobre 2011 a Milano, comunica ai soggetti in indirizzo l’adesione del sindacato USI AIT SCUOLA, allo sciopero nazionale indetto dal sindacato SISA SCUOLA PER IL 17 NOVEMBRE 2011.
Contestualmente, si comunica l’adesione dei sindacati nazionali USI AIT UNIVERSITA’ E USI AIT RICERCA, allo sciopero nazionale generale proclamato e indetto dalla CUB per il 17 Novembre 2011.
Tale adesione è in sintonia con la giornata internazionale di mobilitazione di studenti e studentesse medi e universitari del 17 Novembre 2011, che ha già visto lo sciopero anche l’anno scorso nella stessa data, con partecipazione di lavoratori e lavoratrici alle manifestazioni studentesche che si terranno in varie parti d’Italia nella giornata del 17 novembre 2011.   
Tanto si comunica, data anche la valenza e la natura “politica” della mobilitazione e dell’adesione allo sciopero proclamato da SISA SCUOLA e dalla Cub.
 Distinti saluti
Per la segreteria nazionale generale della Confederazione Usi Unione Sindacale Italiana
Roberto Martelli (eletto al Congresso di Febbraio 2011)

Per la Segreteria nazionale del sindacato USI AIT SCUOLA
Per la Segreteria nazionale del sindacato USI AIT UNIVERSITA’
Per la Segreteria nazionale del sindacato USI AIT RICERCA
Prof. ssa Claudia Santi                Prof. Giuseppe  Martelli