RESOCONTO ASSEMBLEA PRESIDIO ASSESSORATO POLITICHE SOCIALI COMUNE ROMA CAPITALE DEL 12 FEBBRAIO 2013
Si
è svolto ieri, il presidio e assemblea dei lavoratori e lavoratrici
dell'Azienda speciale comunale Farmacap e di servizi sociali, all'Assessorato
e Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma Capitale. Presenti
in media circa 50 lavoratrici e lavoratori che si sono alternati
nella mattinata, tra interventi al microfono e fischietti che hanno
vivacizzato l'iniziativa, promossa e organizzata dalla struttura
dell'Unione Sindacale Italiana, con Rsa e Rls interna della Farmacap, da
Filcams Cgil e Fisascat Cisl e con adesione della Uiltucs.
Al
presidio assemblea sono stati presenti i consiglieri regionali
(uscenti) Ivano Peduzzi (Prc), Luigi Nieri (SeL), Fabio Nobile (PdCI-
Fds), i consiglieri comunali Daniele Ozzimo (PD) e Gemma Azuni
(SeL), il consigliere municipale del XVII Giovanni Barbera (Prc) e ha
mandato il suo saluto Clauido Ortale (Prc Rivoluzione Civile), impegnato in concomitanza nella seduta del Consiglio Municipale di Roma XIX.
Strscioni
di lavoratori e lavoratrici della Farmacap, dell'Usi, bandiere e
maschere con la scritta (Belviso...cattivo gioco, ieri era pur sempre
martedì grasso...
ogni scherzo vale), hanno incorniciato le vicinanze dell'edificio dell'Assessorato.
Una delegazione composta da delegati e delegate Cgil, USI e Fisascat Cisl accompagnati dai consiglieri Ozzimo e Azuni, ha
avuto un colloquio alla presenza del Presidente della Commisssione
Consiliare Politiche Sociali Tredicine e del Direttore generale della
Farmacap, al termine del quale è stato deciso che le parti interessate
anche con la presenza di dirigenti del Comune, saranno formalmente
convocati
in Commissione per venerdì 15 febbraio alle 10, mentre
nella giornata del 14 ci saranno i programmati incontri in sede
aziendale con le rappresentanze sindacali. Nel corso
dell'assemblea presidio, sono stati effettuati interventi tra i quali
quelli dei delegati USI, nei quali sono state sollecitate la stipula del
CONTRATTO DI SERVIZIO tra Farmacap e Comune, il piano di rilancio
aziendale e le altre situazioni sulle quali il confronto sindacale
interno e la seduta della Commisssione, sono buone occasioni per
sbloccare una vertenza che rischia di trascinarsi per molto tempo,
peggiorando qualità del servizio alla cittadinanza e le condizioni
lavorative dei circa 350 dipendenti dell'azienda, oltre a segnalare
quanto sta succedendo a Roma nel complesso e variegato terzo settore e dei
servizi affidati all'esterno, di seguito il comunicato che è stato
distribuito nel corso dell'iniziativa, come parte integrante del
resoconto.
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domenica 3 marzo 2013
giovedì 20 dicembre 2012
W la pappa col po-po-pomodoro ...
ASSEMBLEA W LA PAPPA
COL POMODORO
L’amministrazione capitolina fa fare un preoccupante passo indietro alle condizioni di questo importante servizio, cancellando gran parte delle conquiste ottenute negli ultimi anni e riconosciute a livello internazionale.
È un chiaro esempio di malamministrazione: aumentano i costi per i cittadini e per il bilancio comunale in cambio di un peggioramento qualitativo del servizio. In particolare denunciamo:
Per contrastare questo bando si è costituito una struttura di base, completamente autogestita, autonomo da qualsiasi forza politica: un Osservatorio popolare sull’alimentazione dei bambini e delle bambine che ha come piattaforma:
tel. 3493997257 – 3391662813 – 3382408963 – 3406410438 mail: osservalimentare@tiscali.it
Il 6 dicembre 2012 si
è tenuta alla Casa del Parco in via Prenestina 175 a Roma la prima assemblea cittadina
per contrastare il nuovo bando per la ristorazione delle mense scolastiche del
Comune di Roma.
I numerosi e
documentati interventi di genitori e tecnici hanno messo in risalto i
molteplici aspetti critici e contraddittori del nuovo bando quinquennale che,
letti nel loro insieme, configurano questo come una vera e propria truffa ai
danni dei cittadini, con una ricaduta negativa sulla salute dei bambini e delle
bambine – più di 140.000 - che assumono oltre il 50% del proprio fabbisogno
nutrizionale nelle scuole della nostra città.L’amministrazione capitolina fa fare un preoccupante passo indietro alle condizioni di questo importante servizio, cancellando gran parte delle conquiste ottenute negli ultimi anni e riconosciute a livello internazionale.
È un chiaro esempio di malamministrazione: aumentano i costi per i cittadini e per il bilancio comunale in cambio di un peggioramento qualitativo del servizio. In particolare denunciamo:
üpeggiora la qualità
reale del cibo attraverso l’eliminazione di alimenti biologici caratterizzanti
la dieta mediterranea e largamente utilizzati quali pasta, olio d’oliva e
pomodori;
üil “km 0”, che in realtà si allunga fino al
“km 300”, è inspiegabilmente messo in alternativa al biologico e alla qualità,
vanificando i possibili effetti positivi di una tale scelta.
üsi cancella il
preesistente obbligo per le ditte aggiudicatarie di operare investimenti
nell’edilizia scolastica, che rappresentava un significativo beneficio per la
collettività;
üsi dà centralità a
costosissimi controlli burocratici e logistici di dubbia efficacia solo
formale;
üsi aumenta per questo
il costo dei pasti mettendo in condizioni di non poter pagare un gran numero di
famiglie già taglieggiate dalla crisi economica (ricordiamo che il prezzo del
pasto è per più del 50% determinato da trasporto, logistica, organizzazione e burocrazia,
aspetti facilmente asservibili a interessi particolari, mentre la qualità del
cibo e l’educazione alimentare non sono più l’aspetto determinante le scelte
del servizio di ristorazione)
üpenalizza in
particolare le scuole con le mense in autogestione con il chiaro obiettivo di
sottrarre loro l’autonomia gestionale;
üsi elimina dalle
scuole l’educazione alimentare, peraltro scarsamente realizzata finora,
opportunità formativa indispensabile per bambini ed educatori.
Il bando per
ristorazione scolastica, con i suoi 440 milioni di euro, è di importanza
primaria nel bilancio comunale ma, invece di coinvolgere tutti i soggetti
direttamente interessati (primi fra tutti i genitori), è stato emanato senza
alcuna partecipazione dei cittadini e delle scuole ed è stato trasformato
nell’ennesima occasione di speculazione.
Non possiamo restare
inerti nel veder messa a rischio la salute dei nostri figli da amministratori
incompetenti ed attenti solo agli interessi di potenti soggetti economici.Per contrastare questo bando si è costituito una struttura di base, completamente autogestita, autonomo da qualsiasi forza politica: un Osservatorio popolare sull’alimentazione dei bambini e delle bambine che ha come piattaforma:
üritiro del bando
attualmente aperto: un provvedimento di autotutela per evitare l’accusa di
danno erariale a causa di un peggioramento del servizio a fronte di maggiori
costi per l’Ente
üproroga del vecchio
bando
ü avvio di un percorso
partecipato nel quale i cittadini concorrano con potere decisionale (e non
solo consultivo) all’elaborazione di un nuovo bando con relativo capitolato
tutelando la qualità dei cibi e rispettando i principi di una sana
alimentazione nella stesura dei menu
ü possibilità per gli
AEC (assistenti educatori dei bambini con disabilità) di consumare il pasto in
mensa, perché questo è un importante momento educativo in cui i bambini non
vanno lasciati soli
Invitiamo tutte le
scuole, i comitati genitori, le commissioni mensa a collegarsi con l’Osservatorio
per costruire insieme le prossime iniziative che saranno:
Ø una raccolta di firme
su una PETIZIONE da consegnare per Natale al sindaco Alemanno
Ø una MANIFESTAZIONE
pubblica in Campidoglio per ribadire le nostre ragioni
Ø un incontro con
l’assessore De Palo
Ø un’ASSEMBLEA
CITTADINA da definirsi, ove discutere una proposta di lotta forte emersa nel
dibattito: l’AUTORIDUZIONE DELLA RETTA
da pagare al Comune per i pasti consumati dai bambini
Roma, 7 dicembre 2012
Per contatti ed informazioni:tel. 3493997257 – 3391662813 – 3382408963 – 3406410438 mail: osservalimentare@tiscali.it
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mercoledì 19 dicembre 2012
Resistenza Operaia: Lavorare meno, lavorate tutti!
Ricordate la Irisbus?
È quella fabbrica situata in provincia di Avellino e che produceva autobus per il trasporto pubblico.
È davvero triste che dobbiamo usare il termine “produceva”, ma questa è la realtà e dobbiamo dire che la nostra fabbrica ora è chiusa per volontà della Fiat, della politica e dei governi che in questi anni si sono succeduti. Ebbene noi siamo già al secondo anno di cassa integrazione per chiusura dello stabilimento grazie, o meglio, a causa, di un balordo accordo sindacale che ha permesso a fiat di barattare 9 lettere di contestazione disciplinare con la chiusura e il licenziamento collettivo di 700 lavoratori.
Un accordo fatto passare anche per una finta consultazione operaia, perché nella nostra storia il sindacato non è mai riuscito, o non ha voluto dare una linea di lotta precisa da seguire e quindi, come spesso accade, si è fatta passare una “truffa” per consultazione democratica.
Comunque, nonostante tutto abbiamo deciso di non arrenderci e di continuare ad incalzare a proporre a lottare. Ma prescindendo dalla nostra individuale esperienza in questo anno e mezzo abbiamo imparato tante cose, abbiamo capito le finzioni, i raggiri, le contrattazioni su tavoli diversi: uno pubblico e partecipato e l’altro privato, nascosto, dove il compromesso e la voce della fiat fanno da padrone.
Abbiamo capito anche che però, nonostante la finta modernità gridata dai padroni noi facciamo parte di una categoria che può contare se unita, noi facciamo parte di una “classe” che può anche cambiare le sorti che ci hanno assegnato, che può ribaltare gli scenari e costruire un mondo più giusto dove l’equità sia a rialzo e non tesa alla mortificazione dei diritti e allo scontro inutile tra generazioni.
Facciamo parte di una “classe” e dobbiamo gridarlo forte e capirne il senso, senza avere paura di “muri” caduti (ovviamente mi riferisco al muro di Berlino) che pretendono di aver cancellato le parole sostituendole con altre che non sanno di niente, e che parlano una lingua che appartiene a troppi, ai lacchè, ai “benpensanti” ai poltronisti di professione meno che a noi.
Ecco perché come primo passo verso l’unità e il cambiamento dobbiamo riappropriarci dei nostri termini, delle nostre parole, della nostra lingua che parla di “padroni”, di “sfruttamento”, di “lotta”, di “classe” che sono gli unici termini progressisti, rivoluzionari e riformatori che oggi esistono.
Tutto il resto è vecchio e stantio e puzza di acido fenico.
Abbiamo capito anche che però, nonostante la finta modernità gridata dai padroni noi facciamo parte di una categoria che può contare se unita, noi facciamo parte di una “classe” che può anche cambiare le sorti che ci hanno assegnato, che può ribaltare gli scenari e costruire un mondo più giusto dove l’equità sia a rialzo e non tesa alla mortificazione dei diritti e allo scontro inutile tra generazioni.
Facciamo parte di una “classe” e dobbiamo gridarlo forte e capirne il senso, senza avere paura di “muri” caduti (ovviamente mi riferisco al muro di Berlino) che pretendono di aver cancellato le parole sostituendole con altre che non sanno di niente, e che parlano una lingua che appartiene a troppi, ai lacchè, ai “benpensanti” ai poltronisti di professione meno che a noi.
Ecco perché come primo passo verso l’unità e il cambiamento dobbiamo riappropriarci dei nostri termini, delle nostre parole, della nostra lingua che parla di “padroni”, di “sfruttamento”, di “lotta”, di “classe” che sono gli unici termini progressisti, rivoluzionari e riformatori che oggi esistono.
Tutto il resto è vecchio e stantio e puzza di acido fenico.
E allora cominciamo a recuperare la struttura del nostro linguaggio dalle parole di qualcuno più colto di noi perché, forse, ci credeva di più e cominciamo a dire e a riflettere sulle parole di Antonio Gramsci che scriveva:“nella fabbrica ogni proletario è condotto a concepire se stesso come inseparabile dai suoi compagni di lavoro: potrebbe la materia informe accatastata nei magazzini circolare nel mondo come oggetto utile alla vita degli uomini in società, se un solo anello mancasse al sistema di lavoro nella produzione industriale?” e se l’operaio di una fabbrica, come dice Gramsci, è la cellula di un solo corpo allora vuol dire che per evitare amputazioni, per reagire al sopruso e allo sfruttamento è necessario legare una cellula all’altra, una fabbrica ad un’altra, una città ad un’altra e una nazione ad un’altra nazione, questa è la “classe” ed è quindi necessariamente nazionale ed internazionale e il suo fine è la lotta per l’emancipazione dal capitalismo industriale e finanziario
Non è più pensabile quindi che si continui a parlare di “competitività” anche da parte di qualche cosiddetto sindacato di lotta, perché dire che bisogna mantenere le fabbriche aperte puntando sulla competitività vuol dire salvarsi momentaneamente per affossare altri compagni, vuol dire offrire un palliativo nazionale ad una crisi che è mondiale, vuol dire che non si vuole lottare per la vera emancipazione e quindi contro il capitalismo di cui tanto si parla ma si vuole solo anestetizzare la forza lavoro che è mondiale e la cui vita dipende dalla salvezza collettiva degli sfruttati contro gli sfruttatori, altrimenti rischiamo di fare la fine del cane che si morde la coda perché ci sarà sempre qualcuno più competitivo di un altro.
E allora che fare? Unire le esperienze, studiare i modi e il sistema per reagire, è un lavoro duro e lungo, ma necessario e possiamo iniziare a mettere qualche tassello.
E allora che fare? Unire le esperienze, studiare i modi e il sistema per reagire, è un lavoro duro e lungo, ma necessario e possiamo iniziare a mettere qualche tassello.
Possiamo ad esempio cominciare a dire che questa crisi è prodotta dal capitalismo e dai padroni, è una crisi di sistema per cui è il sistema che deve essere cambiato, poco conta il cambio di ministri se questo cambio non porterà un cambio di rotta, poco conta quale esecutivo avremo se chi si propone a guidare la macchina dice di voler continuare a nutrire con continue flebo questo mostro parassita e agonizzante che è lo spread, la finanza, le banche, il capitale.
C’è bisogno di eutanasia per questo sistema che altrimenti ucciderà noi.
C’è bisogno di un cambio di rotta, c’è bisogno dell’assalto ai granai perché non è più possibile sentire che il 90% della ricchezza è detenuto dal 10% della popolazione e a pagare siamo sempre e solo noi, operai, studenti disoccupati. Allora è inutile girarci attorno e parlare di altro, dobbiamo rispondere alla crisi non chiedendo nuovi padroni che sostituiscano i vecchi, ma dobbiamo chiedere che le fabbriche strategiche ritornino allo Stato, dobbiamo pretendere semplicemente ciò che ci spetta, scuola efficiente e pubblica, sanità senza se e senza ma, perché la salute non si delega e non si mercanteggia, lavoro non come merce ma come diritto.
Dobbiamo ribellarci alle logiche finanziare e cominciare a rimettere al centro della discussione sulla questione lavoro la necessità ed io direi l’urgenza di parlare, cercare, pretendere la riduzione di orario di lavoro a parità di salario e senza l’aumento della produzione. Questo è l’unico modo perché chiunque possa avere la sua possibilità, si diceva un tempo “lavorare meno per lavorare tutti “ è questa, ancora oggi, l’unica possibilità di salvezza.
Ridurre l’orario di lavoro avrebbe un significato ancora più grande perché ci darebbe l’occasione di vivere la nostra vita, di riappropriarci dei nostri spazi e delle nostre attitudini.
C’è bisogno di un cambio di rotta, c’è bisogno dell’assalto ai granai perché non è più possibile sentire che il 90% della ricchezza è detenuto dal 10% della popolazione e a pagare siamo sempre e solo noi, operai, studenti disoccupati. Allora è inutile girarci attorno e parlare di altro, dobbiamo rispondere alla crisi non chiedendo nuovi padroni che sostituiscano i vecchi, ma dobbiamo chiedere che le fabbriche strategiche ritornino allo Stato, dobbiamo pretendere semplicemente ciò che ci spetta, scuola efficiente e pubblica, sanità senza se e senza ma, perché la salute non si delega e non si mercanteggia, lavoro non come merce ma come diritto.
Dobbiamo ribellarci alle logiche finanziare e cominciare a rimettere al centro della discussione sulla questione lavoro la necessità ed io direi l’urgenza di parlare, cercare, pretendere la riduzione di orario di lavoro a parità di salario e senza l’aumento della produzione. Questo è l’unico modo perché chiunque possa avere la sua possibilità, si diceva un tempo “lavorare meno per lavorare tutti “ è questa, ancora oggi, l’unica possibilità di salvezza.
Ridurre l’orario di lavoro avrebbe un significato ancora più grande perché ci darebbe l’occasione di vivere la nostra vita, di riappropriarci dei nostri spazi e delle nostre attitudini.
Solo così avremmo il tempo per sognare, per pensare, per amare, per leggere, per essere cittadini dignitosi di un mondo che altrimenti diventerebbe, come sta già succedendo, più una gabbia che una casa!
13 dicembre 2012
Resistenza Operaia… e la Lotta Continua
Resistenza Operaia… e la Lotta Continua
lunedì 10 dicembre 2012
Asili Nido: Salute e Sicurezza
UNIONE SINDACALE ITALIANA USI – fondata nel 1912 (fedele
ai principi dell’Ait)
Segreteria provinciale intercategoriale e Rsu USI –
COMUNE DI ROMA CapitaleLARGO VERATTI 25 00146 ROMA Tel. 06 70451981 Fax 06/77201444 usiait1@virgilio.it
Blog
www.unionesindacaleitaliana.blogspot.com, sito naz.
www.usiait.it Archivio storico www.usistoriaememoria.blogspot.com
Roma, 3 Dicembre 2012
Al Direttore p.t. del
Municipio Roma 3 Comune di Roma Capitale fax 06
4457486
Al Dirigente UOSECS
p.t. del Municipio Roma 3 Comune di Roma Capitale fax 06
4457486
p.c. Al Presidente p.t. Municipio Roma 3 Comune di Roma Capitale fax 06
4450689
p.c. Al Direttore p.t. del Dip. XI – Pol
Educative e Scol. Comune di Roma Capitale fax 06
671070074
p.c. Al Presidente p.t. e al Vice presidente
della C.C.P. Pol. Educative e Scolastiche fax 06
671072299
p.c. Ai Capigruppo consiliari – loro sedi via
fax
OGGETTO: RICHIESTA DI INTERVENTO PER MANUTENZIONE E MESSA IN SICUREZZA DA INFILTRAZIONI DI ACQUA E CROLLO PANNELLI (in cartongesso) PRESSO ASILO NIDO LUCIGNOLO – PINOCCHIO IN VIA DEI SABELLI 88 (3° Municipio).
VERIFICA CONDIZIONI DI
AGIBILITA’ SECONDO PIANO, MAGAZZINO E STANZA DEL SONNO SEZIONE PICCOLI –MEDI
DELL’ASILO NIDO.
RICHIESTA E COMUNICAZIONE DI INTERVENTO PER
TUTELA CONDIZIONI LAVORATRICI (EDUCATRICI E AUSILIARIE) IN SERVIZIO NEL NIDO, ex
art. 2087 codice civile e D. Lgs. 81/2008 e ai sensi delle disposizioni di
tutela ex L. 300/70, PER SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO e per gestione
serena attività educative e didattiche a favore piccoli utenti, CON SEGNALAZIONE
DA USI E RSU USI ENTI LOCALI DEL COMUNE DI ROMA PER ADOZIONE DAL DATORE DI
LAVORO DI IDONEI E TEMPESTIVI
PROVVEDIMENTI DI RIMOZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO E PERICOLO.
Si segnala che allo
stato, la FSE ha emanato disposizione al personale sull’uso temporaneo di altra
stanza vuota, per utilizzo fino a Natale come “stanza del sonno”, dove far
dormire i bambini e le bambine della sezione piccoli –
medi.
Disposizione che è in
vigore dal 26 novembre 2012, ma che se può essere comprensibile sotto il profilo
dell’urgenza, non esime l’Amministrazione capitolina dall’adottare tutte le
misure di intervento, per manutenzione e verifica sulle condizioni di parziale
inagibilità di alcuni spazi e locali dell’Asilo nido Lucignolo – Pinocchio di
Via dei Sabelli 88, nonché per attivare tutte le misure e i provvedimenti idonei
che si riterrà di svolgere, per la rimozione di tutti i fattori di rischio e
pericolo, sia per la tutela legislativamente da garantirsi al personale
educativo ed ausiliario (ex art. 2087 codice civile, disposizioni di cui al D.
Lgs. 81/2008 e L. 300/70) in materia di salute e sicurezza sul lavoro e nei
luoghi di lavoro, nonché ovviamente per la tranquillità anche in termini di
sicurezza dei piccoli utenti.
La presente vale a
tutti gli effetti, contrattuali, sindacali e di legge, quale segnalazione e
invito al datore di lavoro e ai soggetti competenti per la vigilanza interna
dell’A.C., a provvedere tempestivamente per la rimozione dei fattori di rischio
e di pericolo e per intervenire con gli idonei e opportuni interventi di
manutenzione straordinaria e di verifica delle condizioni di parziale
inagibilità, allo stato presenti al nido.
L’USI e le RSU USI in carica
al Comune di Roma Capitale auspicano che la questione sia al più presto definita
e risolta, dandone comunicazione ai
recapiti della struttura sindacale (fax 06 77201444, e mail usiait1@virgilio.it), onde evitare che in caso di inadempimento o di mancato
idoneo intervento, nonché per evitare eventuali misure di “rappresaglia” al
personale dell’asilo nido, che non è d’accordo sulla natura temporanea della
soluzione adottata dalla FSE per tutto il tempo di apertura del nido, ci si
debba rivolgere agli organismi di vigilanza in materia. Si ringrazia per
l’attenzione e si inviano i ns. distinti saluti.
Per Unione Sindacale
Italiana e RSU USI il segr. prov. intercateg. Prof Giuseppe Martelli (cell.339
5001537)
W LA PAPPA CON IL POMODORO!
comunicato stampa
ASSEMBLEA W LA PAPPA
COL POMODORO
Il 6 dicembre 2012
si è tenuta alla Casa del Parco presso la ex-Snia Viscosa di via Prenestina 175
a Roma la prima assemblea cittadina per contrastare il nuovo bando per la
ristorazione delle mense scolastiche del Comune di Roma.
I numerosi e
documentati interventi di genitori e tecnici hanno messo in risalto i molteplici
aspetti critici e contraddittori del nuovo bando quinquennale che, letti nel
loro insieme, configurano questo come una vera e propria truffa ai danni dei
cittadini, con una ricaduta negativa sulla salute dei bambini e delle bambine –
più di 140.000 - che assumono oltre il 50% del proprio fabbisogno nutrizionale
nelle scuole della nostra città.L’amministrazione capitolina fa fare un preoccupante passo indietro alle condizioni di questo importante servizio, cancellando gran parte delle conquiste ottenute negli ultimi anni e riconosciute a livello internazionale.
È un chiaro esempio di malamministrazione: aumentano i costi per i cittadini e per il bilancio comunale in cambio di un peggioramento qualitativo del servizio. In particolare denunciamo:
üpeggiora la qualità
reale del cibo attraverso l’eliminazione di alimenti biologici caratterizzanti
la dieta mediterranea e largamente utilizzati quali pasta, olio d’oliva e
pomodori;
üil üsi cancella il preesistente obbligo per le ditte aggiudicatarie di operare investimenti nell’edilizia scolastica, che rappresentava un significativo beneficio per la collettività;
üsi dà centralità a costosissimi controlli burocratici e logistici di dubbia efficacia solo formale;
üsi aumenta per questo il costo dei pasti mettendo in condizioni di non poter pagare un gran numero di famiglie già taglieggiate dalla crisi economica (ricordiamo che il prezzo del pasto è per più del 50% determinato da trasporto, logistica, organizzazione e burocrazia, aspetti facilmente asservibili a interessi particolari, mentre la qualità del cibo e l’educazione alimentare non sono più l’aspetto determinante le scelte del servizio di ristorazione)
üpenalizza in particolare le scuole con le mense in autogestione con il chiaro obiettivo di sottrarre loro l’autonomia gestionale;
üsi elimina dalle scuole l’educazione alimentare, peraltro scarsamente realizzata finora, opportunità formativa indispensabile per bambini ed educatori.
Il bando per
ristorazione scolastica, con i suoi 440 milioni di euro, è di importanza
primaria nel bilancio comunale ma, invece di coinvolgere tutti i soggetti
direttamente interessati (primi fra tutti i genitori), è stato emanato senza
alcuna partecipazione dei cittadini e delle scuole ed è stato trasformato
nell’ennesima occasione di speculazione.
Non possiamo
restare inerti nel veder messa a rischio la salute dei nostri figli da
amministratori incompetenti ed attenti solo agli interessi di potenti soggetti
economici.Per contrastare questo bando si è costituito una struttura di base, completamente autogestita, autonomo da qualsiasi forza politica: un Osservatorio popolare sull’alimentazione dei bambini e delle bambine che ha come piattaforma:
üritiro del bando attualmente aperto: un provvedimento di autotutela per evitare l’accusa di danno erariale a causa di un peggioramento del servizio a fronte di maggiori costi per l’Ente
üproroga del vecchio bando
ü avvio di un percorso partecipato nel quale i cittadini concorrano con potere decisionale (e non solo consultivo) all’elaborazione di un nuovo bando con relativo capitolato tutelando la qualità dei cibi e rispettando i principi di una sana alimentazione nella stesura dei menu
ü possibilità per gli AEC (assistenti educatori dei bambini con disabilità) di consumare il pasto in mensa, perché questo è un importante momento educativo in cui i bambini non vanno lasciati soli
Invitiamo tutte le
scuole, i comitati genitori, le commissioni mensa a collegarsi con l’Osservatorio per costruire insieme
le prossime iniziative che saranno:
Ø una raccolta di firme su una PETIZIONE da consegnare per Natale al sindaco Alemanno
Ø una MANIFESTAZIONE pubblica in Campidoglio per ribadire le nostre ragioni
Ø un incontro con l’assessore De Palo
Ø un’ASSEMBLEA CITTADINA da definirsi, ove discutere una proposta di lotta forte emersa nel dibattito: l’AUTORIDUZIONE DELLA RETTA da pagare al Comune per i pasti consumati dai bambini
Roma, 7 dicembre
2012
Per contatti ed
informazioni:tel. 3493997257 – 3391662813 – 3382408963 – 3406410438 mail: osservalimentare@tiscali.it
Buona riuscita dell'assemblea nazionale della Rete a Taranto
buona riuscita dell'assemblea nazionale della rete a Taranto
Circa 70 compagni rappresentanti di realtà di taranto e di tutta Italia partecipano all'assemblea nazionale di Taranto della Rete la questione ilva ma non solo in 4 ore di interventi con momenti molto emozionanti quando parlano gli operai ILVA organismi provenienti dalla Lombardia con una delegazione articolata di compagni e associazioni di operai, lavoratori e ambientalisti, da Marghera,
da Roma dalla Sicilia, da altre città italiane con adesioni e messaggi e materiali da tutta Italia dalle fabbriche della morte e dei siti inquinanti si sono confrontanti con operai ilva associazioni ambientaliste abitanti di tamburi e statte precari disoccupati unendo qualità di analisi, polemica e
passione dando vita ad una assemblea inedita e senza precedenti per Taranto e non solo:
Importante anche la discussione sulla funzione e l'organizzazione unificante della rete su scala nazionale e lancio di una nuova campagna nazionale in tuttaitalia, in via di programmazione 20 assemblee con la presenza degli operai e organismi di lotta di taranto per fare avanzare la proposta di una grande manifestazione a Taranto nei prossimi mesi interventi resoconti, messaggi, materiali documenti e il filmato della manifestazione nazionale a Taranto del 18 aprile 2009 saranno messi a
disposizione di tutti nel corso di questo mese
Rete Nazionale per la Sicurezza sui Posti di Lavorobastamortesullavoro@gmail.com
Circa 70 compagni rappresentanti di realtà di taranto e di tutta Italia partecipano all'assemblea nazionale di Taranto della Rete la questione ilva ma non solo in 4 ore di interventi con momenti molto emozionanti quando parlano gli operai ILVA organismi provenienti dalla Lombardia con una delegazione articolata di compagni e associazioni di operai, lavoratori e ambientalisti, da Marghera,
da Roma dalla Sicilia, da altre città italiane con adesioni e messaggi e materiali da tutta Italia dalle fabbriche della morte e dei siti inquinanti si sono confrontanti con operai ilva associazioni ambientaliste abitanti di tamburi e statte precari disoccupati unendo qualità di analisi, polemica e
passione dando vita ad una assemblea inedita e senza precedenti per Taranto e non solo:
Importante anche la discussione sulla funzione e l'organizzazione unificante della rete su scala nazionale e lancio di una nuova campagna nazionale in tuttaitalia, in via di programmazione 20 assemblee con la presenza degli operai e organismi di lotta di taranto per fare avanzare la proposta di una grande manifestazione a Taranto nei prossimi mesi interventi resoconti, messaggi, materiali documenti e il filmato della manifestazione nazionale a Taranto del 18 aprile 2009 saranno messi a
disposizione di tutti nel corso di questo mese
Rete Nazionale per la Sicurezza sui Posti di Lavorobastamortesullavoro@gmail.com
sabato 3 novembre 2012
Morti sul lavoro
ILVA: muore sul lavoro l'operaio ventinovenne dell'ILVA, CLAUDIO MARSELLA,
addetto al Mof, un'altra morte per la IN-SICUREZZA sul lavoro, è troppo
pericoloso lavorare da soli nei reparti e movimentazione con mezzi, come
denunciato più volte dai lavoratori dell'ILVA.
L'Usi esprime le proprie condoglianze alla famiglia dell'operaio morto e la vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori dell'ILVA, alle organizzazioni sindacali che stanno scioperando ancora sulla complessa vicenda dello stabilimento, che include l'intreccio salute-lavoro-ambiente, sulla pelle degli operai e della cittadinanza di Taranto.
La Rete nazionale salute e sicurezza sul lavoro, promuoverà per il 7 dicembre a Taranto, una assemblea convegno sulla vicenda ILVA e sulle produzioni nocive, alla quale chiediamo di dare adesione e partecipazione attiva, per un intervento ampio e complessivo e plurale, a sostegno delle iniziative locali o nazionale che dovessero essere messe successivamente in piedi. Assemblea convegno del 7 dicembre al quale l'USI nazionale ha già dato la sua adesione e partecipazione, con intervento.
SCUOLA: si è suicidato in Campania un precario cinquantenne della scuola CARMINE CERVERA, da poco aveva terminato la laurea specialistica in storia dell'arte, da quel che si è appreso ha terminato la sua esistenza per la mancanza di lavoro e l'impossibilità di poter svolgere la professione di insegnante, a causa dello smantellamento dell'istruzione.
Una morte che ricorda nella nostra lunga memoria storica, i suicidi degli operai cassaintegrati, anche questa la consideriamo anche se non avvenuta sul lavoro o in occasione di lavoro, come quella dell'operaio dell'ILVA, come una morte derivante dal lavoro e dallo sfruttamento, dalla disperazione di non avere possibilità di lavorare nel settore dell'istruzione pubblica.
Segreteria nazionale generale Confederazione USI UNIONE SINDACALE ITALIANA, fondata nel 1912...100 anni dalla parte giusta...
L'Usi esprime le proprie condoglianze alla famiglia dell'operaio morto e la vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori dell'ILVA, alle organizzazioni sindacali che stanno scioperando ancora sulla complessa vicenda dello stabilimento, che include l'intreccio salute-lavoro-ambiente, sulla pelle degli operai e della cittadinanza di Taranto.
La Rete nazionale salute e sicurezza sul lavoro, promuoverà per il 7 dicembre a Taranto, una assemblea convegno sulla vicenda ILVA e sulle produzioni nocive, alla quale chiediamo di dare adesione e partecipazione attiva, per un intervento ampio e complessivo e plurale, a sostegno delle iniziative locali o nazionale che dovessero essere messe successivamente in piedi. Assemblea convegno del 7 dicembre al quale l'USI nazionale ha già dato la sua adesione e partecipazione, con intervento.
SCUOLA: si è suicidato in Campania un precario cinquantenne della scuola CARMINE CERVERA, da poco aveva terminato la laurea specialistica in storia dell'arte, da quel che si è appreso ha terminato la sua esistenza per la mancanza di lavoro e l'impossibilità di poter svolgere la professione di insegnante, a causa dello smantellamento dell'istruzione.
Una morte che ricorda nella nostra lunga memoria storica, i suicidi degli operai cassaintegrati, anche questa la consideriamo anche se non avvenuta sul lavoro o in occasione di lavoro, come quella dell'operaio dell'ILVA, come una morte derivante dal lavoro e dallo sfruttamento, dalla disperazione di non avere possibilità di lavorare nel settore dell'istruzione pubblica.
Segreteria nazionale generale Confederazione USI UNIONE SINDACALE ITALIANA, fondata nel 1912...100 anni dalla parte giusta...
venerdì 2 novembre 2012
14 novembre SCIOPERO GENERALE
COMUNICATO SINDACALE RADIO STAMPA CONFEDERAZIONE USI PROCLAMA E DA' COPERTURA
PER SCIOPERO GENERALE 14 NOVEMBRE 2012 INTERA GIORNATA TUTTI I COMPARTI
PUBBLICI E CATEGORIE PRIVATE E PER SCIOPERO NAZIONALE 14 NOVEMBRE 2012 PER
SCUOLA STATALE...MA UN VERO ED EFFICACE "SCIOPERO GENERALE EUROPEO" E' BEN ALTRA
COSA...
(Con richiesta di pubblicazione e divulgazione su siti, blog, giornali e riviste, stampa e on line grazie)
mittente Segreteria Confederazione nazionale Unione Sindacale Italiana USI fondata nel 1912
e mail usiait1@virgilio.it, blog www.unionesindacaleitaliana.blogspot.com, sito nazionale www.usiati.it,
archivio storico www.usistoriaememoria.blogspot.com,
La confederazione sindacale nazionale UNIONE SINDACALE ITALIANA, USI, fondata nel 1912 e che quest'anno
compie 100 anni dalla fondazione, struttura rigorosamente autorganizzata, autogestita e autofinanziata, ha dato la copertura
di sciopero per l'intera giornata per il 14 novembre 2012, sia per i comparti pubblici e categorie del privato, sia come Usi Ait Scuola
con proclamazione autonoma sempre per il 14 novembre. Proclamazione che è stata fatta ESCLUSIVAMENTE per questi 3 motivi, perchè
LO SCIOPERO VERO ED EFFICACE A LIVELLO DI "SCIOPERO GENERALE EUROPEO" E' BEN ALTRA COSA...
1- SOLIDARIETA' ALLE LOTTE E AGLI SCIOPERI CHE PER LA DATA DEL 14 NOVEMBRE SONO STATI MESSI IN CAMPO IN SPAGNA, PORTOGALLO E
GRECIA e a coloro che saranno in piazza il 14 in quei paesi (ai quali si sono aggiunti gli scioperi a Cipro e a Malta e adesso, anche in Italia),
2- Dare comunque una copertura di sciopero per permettere a chi volesse partecipare, in Italia o se vogliono in altri Paesi,
alle manifestazioni che ci saranno il 14 novembre, come un momento di passaggio nella lunga e dura lotta alle imposizioni della
Banca Commerciale Eurupea BCE e alle misure messe in campo dai governi nazionali aderenti all'Unione Europea
3- PER RILANCIARE ATTRAVERSO LA PROCLAMAZIONE DELLO SCIOPERO DEL 14, sia il percorso della Rete europea del sindacalismo alternativo e di base
(in Italia rappresentato da Cub, Unicobas e Unione Sindacale Italiana USI), sia della Coordinazione sindacale ROSSO E NERA, come collegamenti e forme
strumentali alternative alla CES, nella cui piattaforma e nella pratica sindacale NON CI RICONOSCIAMO.
IL CONFLITTO SOCIALE GENERALIZZATO E DI CLASSE CHE CI INTERESSA SVILUPPARE E SOSTENERE, E' BEN ALTRA COSA E RICHIEDERA'
UN LUNGO E COSTANTE LAVORO DI COLLEGAMENTO, RETE, COORDINAMENTO REALE DI LOTTE E PERCORSI E PIATTAFORME DA CONDIVIDERE
E DA FAR PRATICARE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEI PAESI, IN CHIAVE INTERNAZIONALE E DI RESPIRO INTERNAZIONALISTA, PERCHE' ANCHE L'USI
SOSTIENE CHE NON ESISTE UNA VIA NAZIONALE O NAZIONALITARIA DI "USCITA DALLA CRISI".
L'EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI, SARA' OPERA DI LORO STESSI...O NON SARA'. Segue il testo di proclamazione dello sciopero
(Con richiesta di pubblicazione e divulgazione su siti, blog, giornali e riviste, stampa e on line grazie)
mittente Segreteria Confederazione nazionale Unione Sindacale Italiana USI fondata nel 1912
e mail usiait1@virgilio.it, blog www.unionesindacaleitaliana.blogspot.com, sito nazionale www.usiati.it,
archivio storico www.usistoriaememoria.blogspot.com,
La confederazione sindacale nazionale UNIONE SINDACALE ITALIANA, USI, fondata nel 1912 e che quest'anno
compie 100 anni dalla fondazione, struttura rigorosamente autorganizzata, autogestita e autofinanziata, ha dato la copertura
di sciopero per l'intera giornata per il 14 novembre 2012, sia per i comparti pubblici e categorie del privato, sia come Usi Ait Scuola
con proclamazione autonoma sempre per il 14 novembre. Proclamazione che è stata fatta ESCLUSIVAMENTE per questi 3 motivi, perchè
LO SCIOPERO VERO ED EFFICACE A LIVELLO DI "SCIOPERO GENERALE EUROPEO" E' BEN ALTRA COSA...
1- SOLIDARIETA' ALLE LOTTE E AGLI SCIOPERI CHE PER LA DATA DEL 14 NOVEMBRE SONO STATI MESSI IN CAMPO IN SPAGNA, PORTOGALLO E
GRECIA e a coloro che saranno in piazza il 14 in quei paesi (ai quali si sono aggiunti gli scioperi a Cipro e a Malta e adesso, anche in Italia),
2- Dare comunque una copertura di sciopero per permettere a chi volesse partecipare, in Italia o se vogliono in altri Paesi,
alle manifestazioni che ci saranno il 14 novembre, come un momento di passaggio nella lunga e dura lotta alle imposizioni della
Banca Commerciale Eurupea BCE e alle misure messe in campo dai governi nazionali aderenti all'Unione Europea
3- PER RILANCIARE ATTRAVERSO LA PROCLAMAZIONE DELLO SCIOPERO DEL 14, sia il percorso della Rete europea del sindacalismo alternativo e di base
(in Italia rappresentato da Cub, Unicobas e Unione Sindacale Italiana USI), sia della Coordinazione sindacale ROSSO E NERA, come collegamenti e forme
strumentali alternative alla CES, nella cui piattaforma e nella pratica sindacale NON CI RICONOSCIAMO.
IL CONFLITTO SOCIALE GENERALIZZATO E DI CLASSE CHE CI INTERESSA SVILUPPARE E SOSTENERE, E' BEN ALTRA COSA E RICHIEDERA'
UN LUNGO E COSTANTE LAVORO DI COLLEGAMENTO, RETE, COORDINAMENTO REALE DI LOTTE E PERCORSI E PIATTAFORME DA CONDIVIDERE
E DA FAR PRATICARE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEI PAESI, IN CHIAVE INTERNAZIONALE E DI RESPIRO INTERNAZIONALISTA, PERCHE' ANCHE L'USI
SOSTIENE CHE NON ESISTE UNA VIA NAZIONALE O NAZIONALITARIA DI "USCITA DALLA CRISI".
L'EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI, SARA' OPERA DI LORO STESSI...O NON SARA'. Segue il testo di proclamazione dello sciopero
U.S.I. - Unione Sindacale Italiana fondata nel
1912
Confederazione di sindacati
nazionali e di federazioni locali
intercategoriali Fedele ai principi dell’AIT
Roma, 31 ottobre 2012
Al Ministero del Lavoro e
delle Politiche Sociali – c.a. Ministro Fornero 06 48161441 -
4821207
Al Min. del Lavoro e delle Pol. Sociali - Alla
Direzione generale della tutela delle condizioni di
lavoro
Via Fornovo 8 - pal. B – 00192 Roma fax 06 46834023 -
4278
Al MIUR – Ministero
Istruzione Università e Ricerca Viale Trastevere 76/a – 00153
ROMA
Ufficio Relazioni sindacali
e Ufficio di Gabinetto del Ministro fax 06 58492716 e 06
58492110
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Coord. Amm.vo
Piazza Colonna n° 370
Palazzo Chigi - 00187 Roma fax 06 67796623 - 3543
Al Dipartimento Funzione Pubblica fax 06
68997205 06 68997064 Corso V. Emanuele
II 116/A Roma
Alla Commissione di
Garanzia (applicazione L. 146/90 e s.m.i.) fax 06 94539680
Alle Amm.ni pubbliche,
associazioni datoriali, enti/aziende/cooperative con applicazione legge 146/90
smi
OGGETTO: COMUNICAZIONE E
PROCLAMAZIONE DI SCIOPERO GENERALE NAZIONALE INTERA GIORNATA PER TUTTO IL
PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO E DETERMINATO, CON CONTRATTI PRECARI E ATIPICI,
PER TUTTI I COMPARTI, AREE PUBBLICHE E LE CATEGORIE DEL LAVORO PRIVATO E
COOPERATIVO, PER IL 14 NOVEMBRE 2012, IN CONCOMITANZA CON SCIOPERI NAZIONALI
CONFEDERALI E DI COMPARTO, IN SOLIDARIETA’ CON SCIOPERI IN GRECIA, SPAGNA,
PORTOGALLO.
La
Confederazione sindacale Unione Sindacale Italiana in sigla USI, fedele ai
principi dell’AIT, con la presente nota
comunica la PROCLAMAZIONE DI SCIOPERO GENERALE NAZIONALE INTERA
GIORNATA PER TUTTO IL PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO E DETERMINATO, CON
CONTRATTI PRECARI E ATIPICI, PER TUTTI I COMPARTI, AREE PUBBLICHE E LE CATEGORIE
DEL LAVORO PRIVATO E COOPERATIVO, PER IL 14 NOVEMBRE 2012, IN CONCOMITANZA CON
SCIOPERI NAZIONALI CONFEDERALI E DI COMPARTO, A SOSTEGNO PERCORSI SOLIDARIETA’
CON SCIOPERI IN GRECIA, SPAGNA, PORTOGALLO.
Motivi dell’agitazione
sindacale e dello sciopero: per la
difesa della scuola pubblica ed adeguati
investimenti per l’istruzione con sostegno piattaforma rivendicativa sindacati e
movimenti della scuola pubblica, per l’introduzione del salario minimo
intercategoriale a 1300 euro netti e di forme di reddito sociale garantito,
contro le politiche di privatizzazione di servizi e funzioni già pubbliche e
contro le esternalizzazioni di servizi, per l’applicazione delle disposizioni di
diritto italiano, europeo e comunitario di piena tutela della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro, per ottenere la stabilizzazione dei precari, in
difesa del diritto di sciopero, per la pari dignità e diritti sindacali
(compreso quello di assemblea) a favore di tutte le organizzazioni di
lavoratori/lavoratrici legalmente costituite, per lo sviluppo della RETE EUROPEA
DEL SINDACALISMO ALTERNATIVO E DI BASE e della COORDINAZIONE SINDACALE ROSSO E
NERA, alternative alla Ces, quali percorsi dal basso di autorganizzazione e di
collegamento delle lotte e delle mobilitazioni, delle piattaforme sindacali e
sociali, a livello europeo e internazionale, per sostegno e solidarietà alle
iniziative di mobilitazione e di sciopero in Spagna, Grecia e Portogallo e alle
manifestazioni in altri Paesi della U.E. nella giornata del 14 novembre 2012. La
presente comunicazione di sciopero serve anche per dare la possibilità alle
lavoratrici e lavoratori in Italia, di poter partecipare alle manifestazioni in
programma per la giornata del 14 novembre 2012, utilizzando lo strumento dello
sciopero per poter difendere condizioni di lavoro e di vita dalle pesanti e
penalizzanti misure imposte dalla BCE e dai governi nazionali. La Confederazione
sindacale nazionale USI, ACCETTA LE
LIMITAZIONI IMPOSTE DALLE LEGGI E DAI CONTRATTI DI LAVORO. SONO ESENTATE
LE ZONE COLPITE DA CALAMITA’ NATURALI O CON CONSULTAZIONI ELETTORALI, SI
ASSICURANO I SERVIZI MINIMI ESSENZIALI E QUELLI OBBLIGATORI. Saranno
successivamente comunicate le adesioni
dei sindacati di categoria e di comparto. Distinti
saluti
Per UNIONE SINDACALE
ITALIANA Il segr. generale Confederazione USI p.t. Roberto Martelli
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Agitazioni,
ART. 18,
autorganizzazione,
beni comuni,
Comunicati,
crisi,
iniziative,
sciopero,
sciopero generale,
sciopero metropolitano
mercoledì 17 ottobre 2012
Assemblea lavoratori/trici Zètema
UNIONE SINDACALE ITALIANA USI – fedele ai principi dell’Ait
Segreteria prov.
intercategoriale e RSU USI AIT c/o
Società Zètema Progetto Cultura
Roma, 15 Ottobre 2012
Comunicato
sindacale per affissione ex art. 25 l. 300/70 in bacheche o albi
sindacali
Al Dott. A. Ruberti
– Amm. Re delegato Zètema P.C. fax 06
82077398
All’Ufficio del personale
della Zètema P.C/Relazioni sindacali 06 82077398-7105
Ai dipendenti della
Zètema P.C. in servizio nelle sedi decentrate
Loro sedi – via fax
c.a. di
_______________________________________________________________
Oggetto: ASSEMBLEA SINDACALE PER
TUTTO IL PERSONALE DELLA SOCIETA’ ZETEMA P.C., AI SENSI DELL’ART. 20 LEGGE
300/70, PER IL GIORNO 25 OTTOBRE 2012,
DALLE ORE 15.30 (QUINDICI E TRENTA) ALLE ORE 17.30 (DICIASSETTE E TRENTA), A
SEGUITO PROCLAMAZIONE STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE E LOCALE INDETTO DA
USI.
LUOGO DI SVOLGIMENTO PRESSO PIAZZA DEL
CAMPIDOGLIO, in concomitanza con seduta del Consiglio comunale e per colloquio
con Consiglieri comunali e Gabinetto del Sindaco
La scrivente UNIONE SINDACALE
ITALIANA, tramite la struttura provinciale e le
RSU USI di Zètema P.C.,
comunicano ai soggetti destinatari della presente la conferma dell’indizione di
assemblea sindacale CENTRALE PER TUTTO IL PERSONALE IMPIEGATO NELLA SOCIETA’
ZETEMA P.C., a tempo indeterminato e a tempo determinato o con contratti atipici
e precari, impiegato nella Società, DALLE ORE 15.30
(QUINDICI e TRENTA) ALLE ORE 17.30 (DICIASSETTE E TRENTA), PER IL GIORNO 25
OTTOBRE 2012.
L’assemblea per
tutto il personale, aperta a iscritti e non iscritti al sindacato
proclamante, vedrà la partecipazione di dirigenti esterni del sindacato USI
(Roberto Martelli, Giuseppe Martelli).
LUOGO DI
SVOLGIMENTO PRESSO PIAZZA DEL
CAMPIDOGLIO, in concomitanza con
Consiglio Comunale e per colloqui con Consiglieri Comunali e Gabinetto del
Sindaco. L’assemblea ha
il seguente O.d.G.:
-
EFFETTI DERIVANTI DA LEGISLAZIONE SU “SPENDING
REVIEW” (VENDITA, PRIVATIZZAZIONE O SCIOGLIMENTO
AZIENDE DI SERVIZI ALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, BANDI DI GARA), IL FUTURO DI
CHI LAVORA A ZETEMA E NELLE ALTRE SOCIETA’ IN HOUSE…LA “CLAUSOLA SOCIALE” e il
CCNL.
-
SALUTE E
SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO, INIZIATIVE DI TUTELA IN CORSO A FAVORE DEI
DIPENDENTI DI ZETEMA (applicazione D.lgs. 81/2008) e proposte di modifica,
RIPRENDIAMO LA PAROLA E L’AUTODIFESA COLLETTIVA
-
GRANDI EVENTI
GESTITI DA ZETEMA E …PAGAMENTO DI CHI LAVORA…
-
Varie ed
eventuali.
Si richiede agli
Uffici competenti del personale, ai responsabili di dare notizia dell’assemblea
sindacale nei luoghi di lavoro, di far affiggere la presente comunicazione nelle
sedi di lavoro, quale avviso al personale di Zètema, nelle bacheche e spazi
predisposti, ai sensi dell’art. 25 L. 300/70
Distinti
saluti
Per la segr.
provinciale intercategoriale dell’Unione Sindacale Italiana – fedele ai principi
dell’Ait
Prof. Giuseppe
Martelli
la componente
RSU USI di Zètema P.C. – Serenetta Monti
domenica 14 ottobre 2012
documento scuola: NON E' TEMPO DI LAMENTARSI
NON È PIÙ TEMPO DI LAMENTARSI…
La libertà, le condizioni di vita e di lavoro della maggior parte della popolazione sono otidianamente sotto attacco.
Il governo cerca di far accettare misure di macelleria sociale sempre più pesanti, utilizzando la favola dei “sacrifici” ed il ricatto di una crisi che sta in realtà creando sempre più profitti per capitalisti e banchieri.
Tagli devastanti al sociale ed ai servizi, riduzione di salari e diritti, aumento delle tasse, della disoc-cupazione e della precarietà.
In questa situazione la scuola subisce più che mai i colpi del governo, sulla scia dei tagli e delle riforme degli ultimi vent’anni.
Ancora pesanti tagli, classi pollaio, un’istruzione sempre più scadente ed allineata con il potere, edifici scolastici fatiscenti, totale aziendalizzazione della scuola con l’ingerenza sempre più ingombrante di privati e affaristi. Intanto in nome del “merito” il ministro dell’istruzione Profumo vuole trasformare la scuola in una specie di “talent show” in cui si premia il più bravo ad imparare la lezione a memoria, lasciando nell’ignoranza tutti coloro su cui non conviene investire.
Ora più che mai è chiaro il ruolo della scuola nella società. Le politiche dei governi ci mostrano come l’istituzione scolastica non abbia minimamente lo scopo di creare cittadini capaci di utilizzare
criticamente le proprie conoscenze.
LA SCUOLA È SFRUTTAMENTO E PRECARIETÀ
La scuola prepara ad accettare lo sfruttamento sul lavoro. L’aziendalizzazione e l’ingerenza dei privati nella scuola lega ancora di più l’apprendimento al profitto economico e alle competenze richieste dalle aziende. Mentre con l’alternanza scuola lavoro, gli stages, i tirocini gli studenti imparano ad essere sfruttati lavorando senza essere pagati.
Ma la scuola fa molto di più insegna ad accettare e giustificare le diseguaglianze sociali.
LA SCUOLA È AUTORITARISMO
L’istituzione scolastica è organizzata in modo fortemente gerarchico. Gli studenti imparano ad obbedire a regole assurde, ad essere puniti, ad accettare le imposizioni dell’autorità.
La scuola prepara dunque ad accettare la società autoritaria, prepara ad essere oppressi.
La scuola è anche strumento di propaganda nazionalista e religiosa: alcuni vorrebbero che gli studenti cantassero l’inno nazionale come soldatini, mentre l’ora di religione cattolica è una realtà.
La scuola impone il modello politico istituzionale, insegnando agli studenti a non impegnarsi in prima persona per difendere i propri interessi, ma a delegare le proprie idee e le proprie azioni votando un rappresentante.
L’imposizione di nozioni da imparare è uno dei modi in cui si manifesta l’organizzazione autoritaria dell’apprendimento, che non permette un libero sviluppo delle coscienze.
LA SCUOLA È REPRESSIONE E CONTROLLO
Gli studenti sono abituati ad essere continuamente controllati e giudicati. L’autoritarismo nella scuola si manifesta anche nella repressione e nel controllo degli studenti e delle loro attività. Il voto di condotta ne è uno degli esempi più evidenti.
La repressione ed il controllo si concretizzano in rapporti, brutti voti e sospensioni per aver partecipato ad occupazioni, autogestioni o assemblee non autorizzate, nel bollare come “assenza collettiva” la partecipazione di massa alle manifestazioni, nel divieto di distribuire volantini a scuola.
La scuola ha questo ruolo perché la società è basata sull’oppressione e sullo sfruttamento. Lo sviluppo libero delle capacità di ciascuno la formazione di coscienze libere non è possibile nella scuola, ma solo all’interno di una pratica liberata di educazione, in una società libera.
Proprio per questo è importante che gli studenti rilancino la lotta.
Senza avere fiducia nei partiti, è fondamentale praticare l’azione diretta, organizzandosi dal basso a partire dalle scuole, dai collettivi, unendosi alle lotte dei precari, dei lavoratori, dei disoccupati e a tutti coloro che stanno alzando la testa contro le politiche di austerità.
Studenti e lavoratori libertari
presso CIRCOLO DURRUTI
Lab. soc. Quarticciolo – Angolo Via Ostuni 9 Roma
La libertà, le condizioni di vita e di lavoro della maggior parte della popolazione sono otidianamente sotto attacco.
Il governo cerca di far accettare misure di macelleria sociale sempre più pesanti, utilizzando la favola dei “sacrifici” ed il ricatto di una crisi che sta in realtà creando sempre più profitti per capitalisti e banchieri.
Tagli devastanti al sociale ed ai servizi, riduzione di salari e diritti, aumento delle tasse, della disoc-cupazione e della precarietà.
In questa situazione la scuola subisce più che mai i colpi del governo, sulla scia dei tagli e delle riforme degli ultimi vent’anni.
Ancora pesanti tagli, classi pollaio, un’istruzione sempre più scadente ed allineata con il potere, edifici scolastici fatiscenti, totale aziendalizzazione della scuola con l’ingerenza sempre più ingombrante di privati e affaristi. Intanto in nome del “merito” il ministro dell’istruzione Profumo vuole trasformare la scuola in una specie di “talent show” in cui si premia il più bravo ad imparare la lezione a memoria, lasciando nell’ignoranza tutti coloro su cui non conviene investire.
Ora più che mai è chiaro il ruolo della scuola nella società. Le politiche dei governi ci mostrano come l’istituzione scolastica non abbia minimamente lo scopo di creare cittadini capaci di utilizzare
criticamente le proprie conoscenze.
LA SCUOLA È SFRUTTAMENTO E PRECARIETÀ
La scuola prepara ad accettare lo sfruttamento sul lavoro. L’aziendalizzazione e l’ingerenza dei privati nella scuola lega ancora di più l’apprendimento al profitto economico e alle competenze richieste dalle aziende. Mentre con l’alternanza scuola lavoro, gli stages, i tirocini gli studenti imparano ad essere sfruttati lavorando senza essere pagati.
Ma la scuola fa molto di più insegna ad accettare e giustificare le diseguaglianze sociali.
LA SCUOLA È AUTORITARISMO
L’istituzione scolastica è organizzata in modo fortemente gerarchico. Gli studenti imparano ad obbedire a regole assurde, ad essere puniti, ad accettare le imposizioni dell’autorità.
La scuola prepara dunque ad accettare la società autoritaria, prepara ad essere oppressi.
La scuola è anche strumento di propaganda nazionalista e religiosa: alcuni vorrebbero che gli studenti cantassero l’inno nazionale come soldatini, mentre l’ora di religione cattolica è una realtà.
La scuola impone il modello politico istituzionale, insegnando agli studenti a non impegnarsi in prima persona per difendere i propri interessi, ma a delegare le proprie idee e le proprie azioni votando un rappresentante.
L’imposizione di nozioni da imparare è uno dei modi in cui si manifesta l’organizzazione autoritaria dell’apprendimento, che non permette un libero sviluppo delle coscienze.
LA SCUOLA È REPRESSIONE E CONTROLLO
Gli studenti sono abituati ad essere continuamente controllati e giudicati. L’autoritarismo nella scuola si manifesta anche nella repressione e nel controllo degli studenti e delle loro attività. Il voto di condotta ne è uno degli esempi più evidenti.
La repressione ed il controllo si concretizzano in rapporti, brutti voti e sospensioni per aver partecipato ad occupazioni, autogestioni o assemblee non autorizzate, nel bollare come “assenza collettiva” la partecipazione di massa alle manifestazioni, nel divieto di distribuire volantini a scuola.
La scuola ha questo ruolo perché la società è basata sull’oppressione e sullo sfruttamento. Lo sviluppo libero delle capacità di ciascuno la formazione di coscienze libere non è possibile nella scuola, ma solo all’interno di una pratica liberata di educazione, in una società libera.
Proprio per questo è importante che gli studenti rilancino la lotta.
Senza avere fiducia nei partiti, è fondamentale praticare l’azione diretta, organizzandosi dal basso a partire dalle scuole, dai collettivi, unendosi alle lotte dei precari, dei lavoratori, dei disoccupati e a tutti coloro che stanno alzando la testa contro le politiche di austerità.
Rilanciare la lotta per una società libera, non solo contro
il governo Monti ma contro ogni governo, per un mondo di liberi ed eguali.
…È L’ORA DI ORGANIZZARSI!
…È L’ORA DI ORGANIZZARSI!
Studenti e lavoratori libertari
Lab. soc. Quarticciolo – Angolo Via Ostuni 9 Roma
martedì 9 ottobre 2012
10 ottobre: giornata SFRATTI ZERO
G I O R N A T A
S F R A T T I Z E R O
Il 10 ottobre in oltre 100 città
italiane
L’USICONS,
associazione onlus – autogestita da utenti e consumatori – vedi suo sito in
costruzione usicons.it e sua pagina su FB - ha dato la sua adesione a SFRATTI ZERO (sito
sfrattizero.org) e invita tutti i suoi iscritti, i cittadini, i lavoratori e le
lavoratrici della Confederazione USI – UNIONE SINDACALE ITALIANA ad aderire alla
giornata nazionale di mobilitazione contro gli sfratti (allega varie iniziative
già predisposte a livello territoriale). Come è stato per il 26 settembre, con
il presidio di solidarietà alle lotte in spagna ed in grecia, questo sarà un
momento importante per una crescita di una opposizione dal basso e di
costruzione di linee alternative rispetto alle proposte di questo governo
controllato da FMI, BCE, UE, banche e padronato che continuano ad attaccare
condizioni di vita e di lavoro, i diritti, i servizi pubblici, i beni comuni ed
il diritto all’abitare. FORZA TUTTI/E IN
PIAZZA IL 10 0TT0BRE
E
poi tutti/e insieme costruiamo la giornata di mobilitazione contro i tagli e
l’austerità imposti da questo governo
IL
27 OTTOBRE A ROMA il NO MONTI DAY
LombardiaMilano: Presidio sotto la sede del Comune via Pirelli 39, dalle ore 10.00
Bergamo: Assemblea inquilini Sabato 6 ottobre, ore 15, presso Centro “La Porta” – viale Papa
Giovanni XXIII nr. 30 vicino alla fontana di Porta Nuova).
Manifestazione Provinciale mercoledì 10 Ottobre, ore 17.30, presso la Prefettura di Bergamo via
Torquato Tasso n. 8 info e adesioni: 339.7728683.
——————————————————————————————————————–
Piemonte
Alba (Cuneo): mattino volantinaggi,
pomeriggio azione, simbolica,
ore 18 invasione della via Maestra (zona fiera del tartufo) vestiti da pirati
sera merenda – cena sinoira e spettacolo teatrale con INTEREZZA di Torino
————————————————————————————————————–
Veneto
Venezia: presidio sotto la Prefettura ore 10.00
——————————————————————————————————————-
Friuli Venezia Giulia
Monfalcone (Gorizia): volantinaggio e presidio sotto al municipio
——————————————————————————————————————
Liguria
Genova: Presidio zona Marassi, Piazza Romagnosi dalle ore 10
Presidio, centro storico, Piazza Campetto, dalle ore 10
La Spezia: volantinaggio, a breve comunicazione su luogo e ora
—————————————————————————————————————
Toscana
Livorno: Corteo: ore 9.30 Piazza Grande fino al Comune, delegazione dal Sindaco e dal Prefetto
Viareggio: Corteo: ore 9.30 da Piazza Mazzini, info 333 7264890
Firenze: Presidio ore 10.30, Via Cavour Regione/Prefettura, info 055/ 244430
Presidio ore 12.00, Via Verdi Assessorato Casa Comune
corteo da Presidenza regionale fino all’Assessorato comunale casa in via Pietrapiana.
Campi Bisenzio (Firenze): Presidio – volantinaggio dalle ore 10 alle 18 sotto il Comune
Siena: Assemblea Pubblica, luogo e ora da comunicare
————————————————————————————————————-
Marche
Pesaro: Assemblea Pubblica, luogo e ora da comunicare
Ancona: sit in e volantinaggio, Prefettura, Piazza del Plebiscito ore 9,30 – 12,30
———————————————————————————————–
Lazio
Roma:
ore 10 – 13 Presidio davanti alla Prefettura, incontro con Prefetto, info 06/4745711
I Municipio: consiglio straordinario su sfratti, orario da comunicare
XI Municipio: consiglio straordinario su sfratti, orario da comunicare
XVI Municipio: consiglio straordinario su sfratti, orario da comunicare
Mattina: striscione su un palazzo sfitto “ Per ogni sfrattato un cittadino organizzato”
iniziativa nel X Municipio di Roma in Via Calpurnio Fiamma 33 dalle ore 9, in occasione di
un picchetto antisgombero programmato proprio per quel giorno. Interverrà il Presidente del
Municipio, alcuni consiglieri e l’Agenzia Diritti. In programma un corteo per le vie limitrofe.
Mentana (Roma): Sabato 6 ottobre Gazebo, volantinaggio e info al Mercato ore 10 – 13
Monterotondo (Roma): striscione, volantinaggi e attacchinaggio manifesti
Ardea: (Roma) Presidio al Comune, ora da comunicare
———————————————————————————————————-
Molise
Campobasso: Presidio informativo, Piazza del Municipio dalle ore 11 alle ore 19
Isernia: Presidio informativo, ora e luogo (probabilmente la mattina sotto il comune) verranno
presto comunicati
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Puglia
Trani: incontro con l’amministrazione comunale ore 10
Taranto: volantinaggio sotto il comune
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