venerdì 29 luglio 2011

iniziativa sindacale (Coop Ermes)

UNIONE SINDACALE ITALIANA – USI Fedele ai principi dell’AIT -  SEGRETERIA
Roma – Largo Veratti 25 – 00146 - Tel. 06/70451981 – fax 06/77201444 e-mail: usiait1@virgilio.it
Roma, 26 Luglio 2011

Alla c.a. di Presidente, Vicepresidente e al Cda della Coop. Sociale Ermes fax 06 7611748

Oggetto: comunicazioni e risultanze assemblea lavoratori e lavoratrici del 25/7/2011. Richiesta predisposizione incontro sindacale per settembre 2011, per approfondimenti e verifica percorsi.

Si informano i soggetti in indirizzo, anche a seguito delle comunicazioni ricevute ieri dal vicepresidente della cooperativa sociale Ermes, che si ringrazia per la disponibilità, delle risultanze scaturite dall’assemblea sindacale svolta ieri.
Nel corso dell’assemblea, è emersa la condivisione del percorso intrapreso da tempo con la cooperativa sociale nell’ambito delle relazioni sindacali, sia per quanto riguarda la scelta di diversificazione degli interventi, ulteriori rispetto ai settori storici di attività, all’interno dei quali operare le “stabilizzazioni” e i processi di consolidamento delle attività, sia per quanto riguarda le scelte operative pur in quadro critico nel “terzo settore” in una città come Roma e sul territorio in generale, anche per quanto riguarda la formazione, l’aggiornamento del personale e le iniziative per permettere l’acquisizione di un “sapere multidisciplinare”, utile per adattarsi ai diversi servizi e progetti nei quali è attiva la cooperativa e ad una maggiore professionalità.
L’assemblea ha però chiesto al sindacato, di chiedere formalmente che sia resa pubblica, come già concordato per ovvi motivi di trasparenza negli incontri precedenti, la graduatoria interna con i dovuti aggiornamenti, che sarebbe già dovuta essere pubblicizzata già da tempo, con le integrazioni che si rendessero necessarie (anzianità di servizio per il 75%, valutazione dei titoli e valutazione “aziendale” per il rimanente 25% del punteggio, con i 5 criteri che sono stati illustrati dal vicepresidente e che si chiede siano inviati a mezzo e mail al sindacato).
Inoltre, si auspica che per evitare incomprensioni con il personale, su aspetti pratici di gestione (come a titolo di esempio la fruizione di monte ore lavorato in più, commutato in ferie o permessi retribuiti e loro distribuzione nell’arco dell’anno solare se non coincidente con l’anno scolastico), con meccanismi e percorsi concordati con il sindacato e la Rsa interna, di armonizzare meglio quanto concordato in sede sindacale con le indicazioni operative e di concordarle per quanto possibile sotto il profilo organizzativo, direttamente con i diretti interessati nelle modalità effettive.
Inoltre, sulla questione dell’attuale inagibilità in termini di salute, sicurezza e di condizioni igienico - sanitarie del container di Gordiani, si è confermato quanto anticipato nella riunione con il vice presidente, un intervento ufficiale previa relazione e segnalazione scritta da parte del componente Rls interno, da parte del sindacato ai dipartimenti di Roma Capitale competenti (ex V ed ex XII – lavori pubblici) e ai gruppi consiliari, di concerto con quello attivato dalla cooperativa, per poter ripristinare condizioni idonee (allaccio elettricità, bagno e servizi igienici, allaccio al sistema fognario) e in caso di ulteriore inadempienza dell’Ente committente, agli organismi di vigilanza, per evitare che la situazione diventi insostenibile e rischiosa.
L’assemblea ha inoltre preso atto, della situazione di attuale squilibrio tra la “dotazione organica” di diritto per i vari servizi e attività e quella “di fatto”, specie per alcuni profili e figure, che richiederà specie per i referenti e i futuri stabilizzati (se si confermerà la data del 1° Settembre 2011) una certa adattabilità, anche se questo non potrà significare la “flessibilità totale” e il “demansionamento”. Per questo, proprio in uno spirito collaborativo e di disponibilità, in successivo incontro con la cooperativa da tenersi a settembre 2011, che si richiede di concordare con la nostra Rsa interna, si approfondiranno meglio questi percorsi di utilizzo del personale, come le altre questioni relative all’organizzazione interna del lavoro, ai percorsi di stabilizzazione e di condizioni di lavoro e dei servizi attualmente in carico o di prossima attivazione (spazio be.bi, bandi di gara, proroghe). In quella sede si faranno proposte per un utilizzo “razionale” del personale in forza.
Si ringrazia per l’attenzione e si inviano i ns. distinti saluti e gli auguri di buon lavoro.

Per la segreteria intercategoriale Usi e la Rsa - Rls interna – Roberto Martelli

Salute e sicurezza sul lavoro (Coop Capodarco)

UNIONE SINDACALE ITALIANA – USI Fedele ai principi dell’AIT -  SEGRETERIA
Roma – Largo Veratti 25 – 00146 - Tel. 06/70451981 – fax 06/77201444

Roma, 27 Luglio 2011

                                                           Al Presidente p.t. Don Vinicio Albanesi
                                                          Al Vicepresidente e resp. Servizi sig. Luigi Politano
                                                          Al Sig. Antonio Fiore – Resp. Relaz. Sindacali e R.U.
                                                           Comunità Capodarco di ROMA – Onlus
                                                         Al Direttore sanitario sig. Aristide Pacioni
                                                         Al R.S.P.P. p.t. dell’Ente
                                                          Alle OO.SS., rispettive Rsa e al componente Rls Sig. Paolo Pini                                                                    soggetti in indirizzo Ente via  fax 06 7187005

Oggetto: segnalazione e richiesta intervento e sessione incontri congiunti su condizioni salute e sicurezza personale utilizzato nel servizio Vita Comune Via Lungro 3. Attivazione misure idonee per eliminazione e riduzione fattori di rischio e ripristino condizioni agibilità, ai sensi art. 2087 codice civile e disposizioni ex D. Lgs. 81/2008 e s.m.i

La Unione Sindacale Italiana, presente con propria Rsa nell’Ente Comunità Capodarco di Roma Onlus, su informazioni pervenute dai lavoratori e delegati sindacali, con la presente segnala la situazione sotto descritta, allo scopo di avviare nei tempi tecnici necessari e con il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i soggetti interessati, di parte datoriale e di parte sindacale, le necessarie misure per eliminare i fattori di rischio e pericolo e gli interventi dovuti per garantire in maniera efficace idonee condizioni di salute, sicurezza e integrità psico fisica di chi lavora e contestualmente condizioni di servizio agli utenti, purtroppo sacrificate anche per effetto dell’impatto dei contratto di solidarietà in determinati servizi (impatto che non era prevedibile nei termini che ci sono stati rappresentati dal personale, specie le lavoratrici).
La segnalazione e intervento è per richiedere l’applicazione di quanto previsto in materia, dall’articolo 2087 del codice civile e dalle disposizioni di tutela ex D. Lgs. 81/2008.
Ci sono state segnalate le seguenti situazioni, ancora in atto sulle quali è necessario attivare le misure e gli interventi idonei:
 Turni di notte con due operatori, che a quanto risulta sono insufficienti per garantire carichi di lavoro sopportabili (richiesta di utilizzo di altro operatore in servizio o almeno di presenza nei limiti di competenza, di un educatore/trice); nei turni di notte e dopo lo svolgimento del turno, di durata di 12 ore, è riscontrata la difficoltà oggettiva e anche di minore capacità sotto sforzo, di alzate “impegnative”, per stato minore di capacità reattiva e di impegno fisico, con rischio di svolgimento non corretto delle operazioni e di possibili disagi o danni a lavoratori-trici e anche a utenti, si richiede predisposizione specifiche informazioni al personale su modalità e procedure da utilizzare proprio per evitare fattori di rischio e pericolo; verifica e variazione letti, non a norma perché troppo bassi, con fattore di rischio per movimentazione carichi di lavoro e spostamenti non corretti o con sforzi non eccessivi (si ricorda limite max  kg 20 per donne e max kg 30 per uomini); verifica su interventi di natura educativa, che vanno svolti da personale educativo. Si richiede presenza figura educativa con tutti gli utenti (la palazzina “ceramica” risulta poco frequentata da figura educativa); modalità operativa per garantire rispetto carichi di lavoro e distribuzione equilibrata su mansioni per presenze a cena alla palazzina “elettronica”, anche per attività con utenti autonomi per sviluppo attività (sistemazione sala prima e dopo la cena da parte di tutti); Verifica su casi specifici, per presenza dei referenti al paino, su utenti quando il personale in servizio alla palazzina “ceramica” è contemporaneamente impegnato in altre assistenze, allo scopo di evitare disagi ad utenti ed evitare situazione episodi non corretti o spiacevoli. Verifica carichi di lavoro per personale che effettua servizio su più strutture (Vita Comune e Residenziale o Casetta) per riscontro eccessivo carico sullo stesso personale, che non può stare per le assistenze in varie situazioni nello stesso periodo, richiesta verifica e informazione, percorsi se necessari di formazione specifica e chiare indicazioni scritte su modalità e procedure da espletare, allo scopo di eliminare, rimuovere o ridurre i vari fattori di rischio, pericolo e disagio in termini di salute e sicurezza.
Certi di un sollecito riscontro e dell’attivazione di tutte le misure, momenti di confronto, verifiche e interventi idonei alla risoluzione di quanto segnalato e delle altre situazioni che possano presentarsi dopo sopralluoghi e interventi, si ringrazia per l’attenzione e si porgono distinti saluti.
Per la segr. Prov. Intercategoriale e la Rsa interna – Roberto Martelli

giovedì 28 luglio 2011

Comunicato di solidarietà agli occupanti del Teatro Valle di Roma

Solidarietà agli Occupanti del TEATRO VALLE e ai Lavoratori dello Spettacolo e Arte dall’Unione Sindacale Italiana

La segreteria dell'Unione Sindacale Italiana USI, antico sindacato fondato nel 1912, ancora presente nelle lotte e a sostegno di chi produce conflitto sociale e difesa del patrimonio culturale e sociale da privatizzazioni e mercificazione del sapere, della cultura e dell'arte, in  nome del profitto e non della crescita sociale e collettiva,  esprime la propria solidarietà e sostegno alle - agli occupanti del Teatro Valle, nonché alle lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, della cultura e dell'arte, che si stanno impegnando con questa azione, per contrastare le scelte dell'attuale governo, di taglio del F.U.S., delle scelte di rendere tutto il settore (compreso quello cinematografico e teatrale in genere) preda di precarietà, scarsi finanziamenti, distruzione del patrimonio pubblico e tendenziale dequalificazione delle produzioni e delle attività, in un settore che in passato ha dato vita a produzioni di qualità, con alti livelli di professionalità, anche con sperimentazioni e innovazioni, che hanno dato lustro alla cultura del nostro Paese e la voglia di continuare a lavorare con serietà e capacità.
Il tutto a scapito non solo delle giovani compagnie, ma di singoli  o di gruppi "non omologati" e non disposti a questa forma di macelleria della cultura e dell'arte.
Nostre compagne sono state presenti già nella giornata odierna al primo giorno d’occupazione e faremo informazione e denuncia di quest’ennesimo scempio, che colpisce oggi il Teatro Valle, ma che da tempo sta costringendo alla chiusura o alla riduzione di cartelloni e palinsesti, i luoghi come i teatri che sono uno dei momenti di crescita civile delle giovani (e meno giovani) generazioni, fucina di scambio tra culture e di promozione del sapere critico e dell'arte.
Un saluto di speranza e di lotta.
Roberto Martelli - lavoratore ed operatore socio culturale segretario generale nazionale dell'Unione Sindacale Italiana Usi

mercoledì 20 luglio 2011

Spagna: comunicato unitario dei sindacati libertari di classe

Hacia a la Huelga General

Las organizaciones sindicales
de junio en Madrid para valorar las respuestas que, ante el ataque sin precedentes que trabajadores y trabajadoras estamos sufriendo por la política de recortes y pérdida de derechos impulsada por el gobierno y las instituciones europeas, a instancias de la patronal y los mercados, debemos oponer en un proceso de lucha coordinada desde la unidad de acción y de clase.
Las distintas organizaciones sindicales participantes compartimos el rechazo
frontal a unas políticas que, con las sucesivas reformas laborales, los recortes en el sistema de pensiones, la reforma de la negociación colectiva y los recortes sociales y en los servicios públicos, pretenden, una vez más, que sean los trabajadores y trabajadoras, y los sectores más débiles de la sociedad, quienes paguen la crisis capitalista.
Compartimos igualmente la necesidad de poner en marcha una respuesta
común, que por encima de las diferencias, avance hacia la unidad de los trabajadores y trabajadoras en la movilización y la lucha, contando con la participación de todas aquellas organizaciones sindicales, colectivos de trabajadores y movimientos sociales contrarios a la política de pacto social y desmovilización impulsadas desde el sindicalismo institucional de CCOO y UGT.
Creemos necesario luchar desde la ruptura con un modelo sindical, que en los
últimos 30 años nos ha conducido a sucesivas pérdidas de derechos, y que en este momento de aguda crisis del capitalismo, ha demostrado su complicidad y su falta de voluntad y capacidad para dar una respuesta a los ataques contra la clase trabajadora. Un modelo sindical que ha promovido un sindicalismo institucionalizado, dependiente del estado, dirigido a impedir la movilización y la participación real de la clase trabajadora en organizaciones sindicales autónomas y con voluntad de lucha.
La reforma de la Negociación Colectiva, que se está tramitando en el parlamento es, además de un nuevo y grave recorte de derechos, una vuelta de tuerca más para tratar de controlar la conflictividad laboral y la lucha social, consolidando el bisindicalismo institucional y su papel como gestores de la crisis en favor de los intereses capitalistas, recortando aún más la capacidad de acción de otras organizaciones sindicales, y la libertad sindical de trabajadores y trabajadoras.
La reunión del 24 de junio es el primer paso de un proceso que en los próximos
meses impulse la movilización desde reivindicaciones comunes, debatidas y asumidas por los trabajadores y trabajadoras, con el horizonte de una Huelga General con capacidad de enfrentar la actual ofensiva y avanzar en la conquista de nuevos derechos sociales.
Los acontecimientos surgidos a partir del 15M han roto con el clima de pasividad previo y nos sitúan en un escenario de movilización, sin precedentes desde que surgió la crisis, que ahora debe trasladarse a los centros de trabajo, situando las
reivindicaciones sociales y económicas de trabajadores y trabajadoras en el centro del debate público, aportando a este movimiento las herramientas necesarias para la confrontación y la lucha en el terreno económico y laboral, complementando a las demandas socio-políticas la acción concreta contra el capitalismo.
La situación nos exige una respuesta proporcionalmente igual de contundente que las medidas que estamos sufriendo los trabajadores y trabajadoras y por ello
consideramos necesario no sólo continuar con las luchas sindicales que llevamos a cabo, sino dar un paso que rompa definitivamente con este modelo de sindicalismo institucionalizado y generar un precedente en el cual seamos los sindicatos de clase quienes empecemos a marcar los tiempos desde la acción ofensiva para conseguir nuestros objetivos.

Ángel Luis García Miguel A. Fernández Secretaría de Organización
A. Sindical Confederal Secretaría de Prensa Tfno. 610078090
Tlfno: 690 641 299 Comité Confederal CNT



Tlfno:
CGT, CNT, CSC y SO nos reunimos el pasado 24618 450 411

giovedì 30 giugno 2011

sull'accordo cgil|cisl|uil|confindustria sulla rappresentanza

COMUNICATO RADIO STAMPA - 30 giugno 2011
Dichiarazione e riflessioni di Roberto Martelli, segretario nazionale generale
della Confederazione Unione Sindacale Italiana (USI, fondata nel 1912)

"L'ACCORDO INTERCONFEDERALE CGILCISLUILCONFINDUSTRIA, VUOLE RAPPRESENTARE LA CONFERMA DELLA COMPLICITA' COME PATTO REGOLATORE DELLE RELAZIONI SINDACALI INDUSTRIALI, NON FERMERA' IL CONFLITTO SOCIALE NEI LUOGHI DI LAVORO E L'AUTORGANIZZAZIONE DAL BASSO DI LAVORATRICI E LAVORATORI".

Il 28 giugno 2011, è stato sottoscritto un accordo interconfederale, che vuole segnare
in peggio la storia e la futura pratica delle relazioni sindacali industriali in Italia, come nuova
fonte pattizia che smantella decenni di lotte e di conquiste del movimento operaio e sindacale.
La "complicità" diventa norma e soppianta la "concertazione" degli anni 90, foriera
di futuri disegni di legge elaborati dal Governo in carica e dal ministro Sacconi.
Le Confederazioni sindacali che l'hanno sottoscritta, se ne assumeranno la piena
responsabilità, di fronte ai lavoratori e alle lavoratrici.
Non sta a noi dare giudizi sull'operato di chi rappresenta la controparte, ha fatto con
perizia il suo mestiere, nè lascia perplessi la scelta anche della Cgil, che dovrà affrontare
il suo dibattito interno con i sindacati di categoria, le camere del lavoro, sulla legittimità
e opportunità di tale sottoscrizione, unitamente a Cisl e Uil che a livello nazionale hanno
da tempo imboccato una strada senza ritorno per la piena tutela di diritti collettivi e
di quelli individuali.
Quello che ci interesserà valutare sarà la procedura d "consultazione certificata" di
approvazione di questo accordo da parte delle confederazioni che l'hanno firmata
che nei contenuti cerca di ottenere un avallo della propria base, alla quale dovranno
spiegare come sarà possibile per un sindacato, poter tutelare i diritti individuali, contrastare
la precarietà, difendere il futuro lavorativo dei giovani, il diritto all'istruzione pubblica, alla
ricerca, la difesa dei posti di lavoro con un meccanismo che riduce molto la portata dei
CCNL, cancella il diritto nei luoghi di lavoro di approvazione dal basso di accordi e contratti,
sviluppa la contrattazione di secondo livello e/o aziendale, in una situazione dove la
maggioranza delle aziende italiane è sotto il tetto dei 16 dipendenti e dove con la
presenza di 44 tipologie contrattuali diverse, diventa sempre più difficile la presenza di
un sindacato, figuriamoci di un contratto aziendale.
Anche la scelta sulle Rsu e sulle Rsa, fa presagire una ulteriore stretta anche delle limitate
maglie elettive frutto della concertazione del periodo 1992-93, poste con le Rsu sulle
quali si è sempre criticata la scarsa autonomia dai sidacati confederali e di categoria e sulla
loro effettiva democraticità, specie con il 33% di quota di riserva e con un uso delle Rsa
che è molto diverso da quello praticato secondo l'ispirazione degli operai e operaie
che conquistarono lo "statuto dei lavoratori" e
alla quale si attiene l'Usi e altri sindacati autorganizzati, come prosecuzione organizzata
del movimento cionsiliare (consigli di fabbrica e consigli dei delegati, tutti elettori e tutti
eleggibili). Quella legge 300 del 1970 che si vuole abolire, per sostituirla con lo
statuo dei lavori...e magari dei "lavoretti" (dal pacchetto Treu del 1996, alla legge 30 e
ai decreti attuativi del 2003, fino al collegato lavoro legge 183 del 2010...).
Anche il meccanismo della certificazione della rappresentatività, attraverso l'invio da
parte delle aziende all'INPS delle delghe di iscrizione e del computo dei voti in caso di
elezioni avvenute, lascia molto a desiderare se non vi è più un meccanismo paritario
per permettere che siano i lavoratori e le lavoratrici a scegliere il loro sindacato, ma sia
delegata all'azienda la facoltà di decidere se operare le trattenute sindacali o meno,
di fatto scegliendo l'interlocutore sindacale con un meccanismo che non è oggettivo,
ma con forti elementi di soggettività (in contrasto con il dettato della Corte Costituzionale
fin dal 1996, sentenza 244 e altre) rispetto ai sindacati "compiacenti" o "conflittuali", senza
contare che moltissimi sono coloro che lavorano al nero o ncon forme e regimi lavorativi
se non contrattuali, che non consentono neppure la possibilità di reale sindacalizzazione.
Un dato rimane però oggettivo; questo accordo potrà avere valore ed efficacia, secondo i nostri
attuali schemi civilistici di diritto del lavoro, per i livelli aziendali e in assenza di una legge che
sia rispettosa della Costituzione e delle convenzioni internazionali OIL sottoscritte fin dal 1948-49
dall'Italia (oltre che della giurisprudenza di Cassazione), solo per coloro che fanno riferimento
ai sindacati che lo hanno sottoscritto, non potendo legittimamente
operare per i contratti individuali di lavoro o per accordi di miglior favore, alcuna deroga in pejus  o modficia di contratti individuali già in essere senza il consenso dei lavoratori stessi.
La stessa trendenza alla rottura di meccanismi di "rigidità contrattuale" e di condizioni materiali
di lavoro in termini collettivi, per accentuare la individualizzazione dei rapporti di lavoro
e dei relativi contratti "certificati", è un'arma a doppio taglio, se le lavoratrici e i lavoratori
sapranno avere ancora la forza di autodifesa solidale e collettiva, per ribaltare la situazione.  
Altro dato è che al di là di tutte le operazioni di ridefinizione di modelli contrattuali,
di relazioni sindacali industriali e di "rappresentanza", sono i rapporti di forza e il reale
percorso di autorganizzazione e di sviluppo del conflitto sociale, gli elementi che potranno
modificare questa tendenza distruttrice, come hanno dimostrato recentemente gli esiti
del referendum del 12 e 13 giugno, dove la mobilitazione popolare ha sconfitto leggi e
abrogato norme che andavano contro gli interessi della cittadinanza, un accordo è
fote pattizia che se non trova consenso ma opposizione, rimane poco applicabile.
Compito delle organizzazioni alternative, autorganizzate conflittuali, delle lavoratrici e
dei lavoratori, sarà quello di rimanere coerenti con l'antico motto internazionale
"L'EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI (E DELLE LAVORATRICI) SARA' OPERA DEI
LAVORATORI...O NON SARA'".
L'invito è a tutte le forze politiche, sindacali, sociali, contrarie a questa tendenza distruttrice
è di unirsi in una grande ennesima lotta di libertà e di dignità, attraverso l'informazione
capillare, la lotta, la mobilitazione congiunta e la resistenza attiva.
Unione Sindacale Italiana Usi Confederazione di sindacati nazionali e di federazioni locali
fondata nel 1912 - e mail usiait1@virgilio.it
sito www.usiait.it                   

contro la TAV: solidarietà e autorganizzazione

Comunicato radio stampa  
La Segreteria generale confederale dell'Unione Sindacale Italiana, esprime la sua solidarietà alle popolazioni della Val di Susa che si stanno battendo da anni contro il dannoso, inopportuno e poco sostenibile sotto il profilo ambientale ed economico locale, progetto della Tav (tratta Lione Torino che attraversa la Val di Susa).
Il sostegno della lavoratrici e dei lavoratori aderenti alle situazioni di rifeirmento dell'Usi, delle stesse componenti libertarie e aintiautoritarie di fronte all'atteggiamento governativo e di diverse forze politiche, è confermato dalla partecipazione alle manifestazioni di protesta e di
solidarietà che si sono sviluppate unitariamente nei giorni scorsi in diverse parti d'Italia.
Anche durante le numerose vertenze di difesa dei posti di lavoro e di servizi pubblici soggetti a privatizzazioni, esternalizzazioni, che stanno impegnando le strutture dell'Unione Sindacale Italiana, non è mancato il pensiero alla luga lotta di resistenza dei valsusini, come anche alle
proteste che in Grecia stanno infiammando il Paese dopo l'approvazione di una manovra
economica da "lacrime e sangue".
Solo lo sviluppo dell'autorganizzazione, dell'autodeterminazione sul territorio delle popolazioni
in ottica comunalista e realmente "federalista", dell'autogestione, come pratiche di massa per lo sviluppo del conflitto sociale e di classe, può dare risposte efficaci per poter alla fine contrastare operazioni di speculazione che non porteranno alcun beneficio nè alle popolazioni che le subiscono, nè un effettivo beneficio per la società e l'economia, se non per i profitti dei capitalisti e della grande finanza internazionale.
Il nostro sostegno e solidarietà a coloro che anche nei prossimi giorni, manifesteranno da varie parti d'Italia per il diritto all'autodeterminazione e contro il progetti della TAV.
L'Usi dà indicazione a chi ne ha la possibilità di partecipare alla manifestazione del 3 luglio e di fare informazione su cosa realmente avviene, durante le iniziative sui posti di lavoro e  nei territori dove sono attive e impegnate le strutture sindacali, in Val di Susa, allo scopo di evitare l'ennesima campagna di criminalizzazione dei movimenti di opposizione da parte di mezzi di comunicazione di massa.

 Per l' Unione Sindacale Italiana - Roberto Martelli (segretario generale nazionale Usi
eletto al congresso di Febbraio 2011)

martedì 28 giugno 2011

NO TAV

Val di Susa Ovunque

Le barricate chiudono le strade e aprono i cammini

La grave aggressione militare di oggi in Val di Susa è l’ultima dimostrazione di come a governare questo paese siano gli interessi economici di pochi speculatori a danno della salute pubblica e in sprezzo della volontà popolare.
La TAV in Val di Susa è un’opera inutile e dannosa che comporterà la devastazione del territorio e lo spreco di denaro pubblico per arricchire qualche lobby.
Lega PD e PDL invocano unanimemente la militarizzazione del territorio criminalizzando i cittadini e le cittadine in lotta, come del resto è naturale, visto che rappresentano gli stessi interessi economici.
Dalla TAV in Val di Susa ai rifiuti in Campania, dal Ponte sullo Stretto alla cementificazione di Roma, questo è il modello che viene applicato da chi ci governa. A questo modello opponiamo la forza della partecipazione popolare di chi si batte per mantenere pubblici i beni comuni, dall’acqua all’ energia ai territori.
Per questo saremo oggi (martedì) alle 12.30 a Montecitorio a fianco dei cittadini e delle cittadine napoletani e promuoviamo una manifestazione in solidarietà con la Val di Susa per giovedì alle 17.30 a piazzale della Stazione Tiburtina, futuro snodo della TAV romana e risponderemo agli appelli dei comitati della Valle  partendo in massa per il Piemonte.

Contro devastazioni e speculazioni, 10 100 1000 Barricate

Roma Bene Comune
Assemblea Romana NoTav